Pubblicato da piccimario su Maggio 6, 2008
La Fonera è un simpaticissimo router wireless di dimensioni ridotte; nasce come appendice del progetto Fon, un progetto per certi verso rivoluzionario che mira a costruire una struttura in grado di fornire connettività wireless in qualunque parte del mondo grazie al contributo dei suoi numerosi sostenitori che desiderano condividere la connessione di casa.
Il principio è semplice: un utente che desidera entrare a far parte di questo progetto si iscrive sul sito e compra (a prezzo vantaggiosissimo) un router wireless, la Fonera per l’appunto, e la connette alla rete cablata di casa. Questa apre una connessione wireless (pubblica) per accedere alla quale bisogna inserire lo proprie credenziali derivanti dalla registrazione sul sito. Punto. Semplice ed efficace.
Quello su cui voglio soffermarmi oggi è la Fonera. E’ un router wireless che presenta delle caratteristiche uniche nel suo genere: costa poco (
), è piccolo, è facilmente riprogrammabile, ha un hardware semplice. Queste caratteristiche lo rendono un giocattolo perfetto per ogni smanettone che si rispetti.
Oggi vi voglio parlare di una gustosa modifica che ho realizzato oggi con i miei soci Nico e Agno: l’aggiunta di una seconda antenna. L’utilità della seconda antenna è legata al fatto che il DD-WRT, un possibile firmware con il quale è possibile sostituire il sistema originale e del quale parlerò in un post successivo, permette di selezionare l’antenna da utilizzare per la trasmissione e/o la ricezione, oppure ancora utilizzare un sistema con il quale il dispositivo sceglie di volta in volta quale usare valutando la qualità del segnale; tutto questo naturalmente migliora le prestazioni della rete wireless.
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Pubblicato da piccimario su Maggio 6, 2008
Il fantastico quanto inutile inglesismo nel titolo rappresenta il nostro ultimo esperimento casalingo; contrariamente al solito, stavolta di tratta di un esperimento culinario, condotto egregiamente dal cuoco di casa Sguas con la collaborazione diretta del sottoscritto e di Axel. Il risultato è (ovviamente) la realizzazione di spumiglie fatte in casa.
La ricetta è risultata straordinariamente semplice; abbiamo preso tre albumi d’uovo (i cui tuorli sono stati devoluti alla nobile causa di una pasta alla carbonara) e li abbiamo montati. Piccolo problema: non avendo alcun tipo di apparecchio tecnologico disponibile allo scopo, e nemmeno un frustino manuale, abbiamo dovuto montarli sbattendoli selvaggiamente con una forchetta; ciò si è tradotto in mezz’ora di lavoro a turni e un pò di sano gomito del tennista
.
Una volta montati a dovere (fino a raggiungere una consistenza semi-solida) abbiamo aggiunto 3 etti scarsi di zucchero, mescolato ancora ben bene, e preparato su una teglia coperta di carta stagnola tante belle palline. Messe in forno per una mezz’oretta a bassa temperatura (circa 100 gradi) con l’accortezza di lasciare il forno lievemente socchiuso per permettere un migliore passaggio d’aria, et voilà! Il risultato è questo:


Contrariamente alle pessimistiche stime iniziali il prodotto è risultato ottimo e perfettamente commestibile. E oggi abbiamo dimostrato che anche gli ingegneri con calma e sangue freddo sono in grado di cucinare qualcosa di buono. Alla prossima!
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