Rsync: backup su Mac Os X

Rsync è una utility standard del mondo unix per sincronizzare tra loro due cartelle, sia in locale che in remoto (ad esempio via SSH). Rsync effettua una copia incrementale: se lancio una seconda volta il comando di sincronizzazione, rsync invierà solo i file che risultano modificati rispetto alla sincronizzazione precedente. Questo lo rende ottimo per fare copie di backup di cartelle di lavoro: io lo uso per tenere su una chiavetta USB la cartella contenente i miei lavori per l’università (una copia in più non fa mai male!).

Per usarlo su Mac Os X, bisogna però tenere conto di un paio di cosette che ho scoperto dopo noiose ricerche e quindi pubblico a beneficio dei miei 2 lettori:

1) Rsync è compreso nell’installazione standard di Mac Os X Snow Leopard (eh, lo so, ma il mio processore non è supportato da Lion quindi non ho informazioni più fresche); sfortunatamente è una versione giurassica. Si può risolvere aggiornando con MacPorts: supponendo che lo abbiate installato basta lanciare un comando:

sudo port install rsync

Una volta installato, però, non andrà a sovrascrivere la versione di rsync di default. Dovete quindi eseguirla andando a inserire il path completo in cui risulta installata la nuova versione:

/opt/local/bin/rsync

Per verificare la versione effettiva potete usare l’opzione –version

/opt/local/bin/rsync --version

2) Se volete essere sicuri di poter leggere i vostri backup con qualunque sistema operativo (cosa senz’altro desiderabile) conviene utilizzare una normalissima chiavetta usb formattata in FAT32. Questo però nasconde un’insidia: FAT32 gestisce le date a intervalli di 2 secondi.. se considerate che rsync va a vedere la data di modifica di un file per capire se copiarlo o meno, capirete che in assenza di provvedimenti ogni volta il backup sarà di TUTTI i file.. scomodo.. per rimediare si usa l’opzione

--modify-window=1

che lascia un margine di un secondo sulla valutazione del tempo di ultima modifica del file..

Concludendo, questa è la riga che uso per fare un backup dei miei dati (da una cartella /Users/mario/Documents/roba_di_scuola/ a una chiavetta con nome di partizione BACKUPPO); è un’unica riga, io l’ho separata per renderla più leggibile!

/opt/local/bin/rsync -aEv --modify-window=1 --progress
   /Users/mario/Documents/roba_di_scuola/ 
   /Volumes/BACKUPPO/roba_di_scuola/

Spero che vi possa essere d’aiuto, saluti a tutti!

iPhone Backup Analyzer

Annuncio il rilascio sotto licenza open source di “iPhone Backup Analyzer”, ultimo ritrovato nel campo dell’analisi dei dati di backup dei dispositivi Apple equipaggiati con iOS (iPhone, iPad, iPod touch).

Come forse molti di voi sanno, quando il dispositivo viene sincronizzato con iTunes, questi esegue un backup completo di tutti i dati nel dispositivo stesso e li salva in una specifica cartella sul disco del computer. Con l’iPBA è possibile esplorare il contenuto di questa cartella alla ricerca di informazioni interessanti.

Il software rappresenta una opportunità interessante sia per gli smanettoni che vogliono sapere cosa si nasconde sul suo computer sia per coloro che desiderano recuperare dati da vecchi backup o semplicemente un sistema comodo per sfogliare il contenuto e averlo a disposizione sul proprio pc (parliamo, tra le altre cose, di tutto l’archivio degli sms o della ribrica telefonica, quindi mica paglia :-) ). Ovviamente funziona anche sotto Linux (dovete avere comunque iTunes su un Mac o Windows per eseguire il backup, poi lo potete copiare su una macchina Linux e da lì utilizzare il programma).

Per ulteriori informazioni e per scaricare il programma potete andare all’indirizzo: http://ipbackupanalyzer.com

Il software è sperimentale e in fase di continuo sviluppo, ma perfettamente utilizzabile. Ovviamente sono sempre ben accetti commenti, bug report o offerte di collaborazione (è open source, fatevi sotto!). A quanto mi risulta non esiste nulla di paragonabile a iPBA nel mondo open source, quindi non sarebbe male farlo crescere fino a diventare un punto di riferimento per l’analisi (forense e non) di iDispositivi in ambito open source…

Ciao a tutti!

SuperDuper

SuperDuper è un’interessantissima applicazione per mac che fa qualcosa che noi tutti insistiamo a sottovalutare: i backup.

Si, è vero, tutti sappiamo che i backup sono la cosa più importante per allontanare la sfiga e la sofferenza dalle nostre mere esistenze mortali… ma probabilmente per noi il backup è solo un modo per non perdere dati, vero? E invece no! Il backup non è solo un modo per non perdere dati, ma anche (anzi, soprattutto) un mezzo per non perdere produttività. Non è la stessa cosa.

Piccolo esempio chiarificatore: il disco del mio mac va a $(donne_di_facili_costumi). Io vado a comprare un disco nuovo, lo assemblo nel mio computer, ci reinstallo il sistema operativo, reinstallo mezzo milione di applicazioni, reimposto tutto (calendari, account posta, preferiti del browser, preferenze di sistema), e recupero i dati dai dischi di backup. Tutto torna alla normalità, ma dopo due giorni di imprecazioni e tempo perso. Piccolo problema: la mattina dopo il giorno del crash dovevo consegnare un progetto importante.

Sono rovinato? No, perchè il mio amico SuperDuper ha fatto un tipo di backup a cui pochi pensano sul serio: un clone perfetto e bootabile del mio sistema su un disco usb esterno! Io verso un paio di lacrime sul disco defunto, riavvio il mac tenendo premuto il tasto ALT, quando mi viene richiesto faccio click sul disco denominato “backup” e in 5 minuti ho avviato il sistema esattamente com’era prima della tragedia, e sono pronto a ricominciare a lavorare.

Super Duper nella versione gratuita può fare il backup completo e perfettamente funzionante del disco, e comprando (meno di una trentina di dollari, ne vale la pena) la versione completa è possibile anche schedulare dei backup incrementali, per tenere l’immagine esterna aggiornata ogni notte (rifare il clone da zero ci mette più di tre ore per i miei 60 giga di disco..). Esistono inoltre opzioni per salvare ad esempio solo le cartelle di sistema (per chi ha le home su un server di rete) o viceversa solo le home, per salvare solo i dati personali degli utenti. Più mille altre opzioni per personalizzare i salvataggi alle esigenze di ciascuno.

Normalmente non pubblicizzo software che non sia opensource, nè tantomeno spendo soldi per questo, ma in questo caso faccio un’eccezione: l’ottimo funzionamento, la comoda interfaccia, l’inestimabile utilità e il basso costo ne fanno uno strumento eccezionale. Consigliato!