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..e si torna a casa, sigh..

Pubblicato da piccimario su Settembre 21, 2008

Non ci crederete, come non ci volevo credere neppure io, ma la “grande avventura” è finita ancora prima di cominciare. 10 giorni dopo, per l’esattezza. Da 10 giorni sono già in Italia, e da una settimana sono tornato a seguire lezioni a brescia. Game over.

Il perchè? E’ presto detto: dopo una settimana di ambientazione e corsi preparatori sono riuscito ad ottenere un colloquio con il responsabile dei piani di studio del SUPELEC. E così ho potuto constatare che non avrei potuto fare tre dei sei corsi che avrei invece dovuto seguire: uno era stato sospeso (dato che si trattava di un corso facoltativo), uno era stato piazzato nel secondo semestre e uno era sovrapposto con altri. Il guaio è che senza tali corsi avrei avuto ben pochi esami riconosciuti una volta tornato in Italia; ad esempio, uno di quegli esami corrispondeva a metà dei crediti di AnalisiD, e un’altro a metà dei crediti di Elaborazione Numerica. Se fossi tornato tra sei mesi in queste condizioni avrei avuto riconosciuti, nella migliore delle ipotesi, due mezzi esami, e quindi avrei dovuto fare gli “esami integrativi”. Scritti tra virgolette perchè tutti sappiamo cosa significa fare un esame integrativo, in particolare con una certa categoria di docenti: vuol dire affrontare un esame che solo nominalmente copre metà del programma, mentre in realtà è un guazzabuglio di esercizi saltati fuori da chissà dove che sembrano fissarti dal foglio e dirti “te li faccio pagare tutti, quei crediti fatti all’estero, eccome se te li faccio pagare”.

Il pensiero di perdere sei mesi e trovarmi magari a settembre dell’anno prossimo a seguire ancora i corsi più difficili dell’ultimo anno mi ha fatto prendere la decisione di rientrare. E’ vero, ho perso una grande opportunità e una grande esperienza umana, ma non potevo certo scordarmi il motivo per cui ero partito, ovvero fare esami. Non perdere un anno di università.

Rendiamoci conto, ho 25 anni. Se voglio sperare di proseguire la mia carriera scolastica devo laurearmi in fretta, molto in fretta. Se mi laureo a 30 anni non posso certo pensare di fare un PhD o un master, eccheccazzo! Ho perso sei mesi di studio all’estero, è vero, ma forse questa rinuncia mi permetterà un domani di tentare un vero scambio con l’estero, magari un master o uno stage. E questo sarebbe di gran lunga più incisivo sulla mia carriera di qualunque erasmus.

Quindi le cose sono andate così. Devo certamente ringraziare i responsabili francesi, che si sono dimostrati incredibilmente gentili e disponibili, hanno fatto il possibile per permettermi di restare da loro e quando è stato ormai chiaro che non c’erano possibilità si sono fatti in quattro per permettermi di ritornare in fretta a casa e non perdere così lezioni in Italia, aiutandomi a risolvere tutte le pratiche, in primis il contratto per l’alloggio che avevo già firmato.

Posso dire di aver trovato moltissima cortesia, preparazione e disponibilità. Molto più in quella settimana in Francia che non nei mesi che ho passato in Italia tentando faticosamente di preparare tutte le carte. Un plauso al modo in cui il resto dell’Europa valuta lo scambio con l’estero, che qua in Italia è considerato come poco più di un passatempo soggetto a infinite restrizioni da docenti forse preoccupati di perdere il loro controllo personale sulla carriera scolastica di noi studentelli.

In Francia si sono mostrati seccati, quasi disgustati, dalle pretese alla base del sistema italiano di riconoscimento dei crediti, e dalla mancanza di elasticità mentale del nostro ordinamento. E quella scuola manda numerose decine di studenti in scambio in tutto il mondo (mica solo in europa!) ogni anno, e quindi sanno come funzionano le cose. Forse dovremmo prendere esempio da loro, non vi pare?

In ogni caso ho vissuto un’esperienza comunque indimenticabile. Nei prossimi giorni se avrò tempo tenterò di scrivere le mie opinioni circa il sistema scolastico che ho avuto modo di conoscere. Ma per ora sono troppo incazzato.

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Si parte!!

Pubblicato da piccimario su Agosto 27, 2008

Stasera sarò su un aereo della Ryanair con i miei genitori, destinazione Paris. Dopo tanto brigare, tanto chiedere, tanto aspettare documenti e supplicare professori è arrivato il momento che in cuor mio forse credevo non sarebbe mai arrivato. La sensazione è ovviamente smarrimento e ansia, com’è naturale poco prima di partire per un’avventura tanto grande, destinata a segnare in modo indelebile la mia esistenza e il mio curriculum. Ancora più ovvio se consideriamo che non so cosa effettivamente mi aspetti laggiù: ho una vaga idea di come raggiungere la facoltà, e ho una vaga idea di come farmi assegnare l’alloggio, ma a parte questo il nulla: com’è il posto, che gente c’è, ci sarà qualcuno a dirmi cosa fare o dovrò improvvisare alla cieca, avrò seccature nell’entrare nell’alloggio, come sono organizzati corsi e lezioni (per non parlare degli esami!!).

So che sarà una figata, deve esserlo, ma non posso fare a meno di essere preoccupato. Meglio così, del resto. Come mi ha insegnato il mio capoequipe, “Se ti capiterà di entrare in scena un giorno senza aver paura vuol dire che è ora di cambiare mestiere”. La paura probabilmente mostra che ci tengo, che ci credo, che ho grandi speranze e al tempo stesso grandi timori che vengano disilluse. Forse è proprio per questo che hoo scelto di partire.

In ogni caso stasera sarò in un albergo vicino al centro di Parigi con i miei e qualcosa come 50 kili di bagagli (la maggior parte miei, ma cosa cazzo avrò messo di così pesante in valigia!!). Quattro giorni da turisti, e l’1 settembre mi presenterò all’università per il colloquio di assegnazione dell’alloggio. E il 2 settembre inizia l’anno accademico.

Non so che mi aspetta. Grandi timori e grandi speranze. Ma fingerò di non avere paura, come quando salgo sul palco per interpretare uno sketch nuovo di cabaret o il cattivo nel musical di fine settimana, o come quando mi sono bruciacchiato ovunque durante lo spettacolo di fuoco al villaggio. Fingerò di non avere paura e andrò avanti, consapevole del fatto che il risultato finale, che sia un esame passato, una nuova amicizia, qualcosa da scrivere sul blog o un mare di applausi, ricompenserà comunque ogni sforzo.

Grandi timori e grandi speranze.

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Spediti!!

Pubblicato da piccimario su Agosto 2, 2008

Mi hanno risposto dalla Francia, circa una settimana fa.. per dirmi che mi avevano ammesso come studente di scambio per il semestre!!!

Adesso, dopo una settimana a compilare moduli, ho rispedito tutte le conferme.. milioni di documenti: moduli di iscrizione, previdenza sociale, assegni per contributi spese e assegni per cauzione alloggio, fotocopie di mille documenti, fotocopia del diploma (che gli ho già spedito un mese fa, accidenti a loro), assegno di cauzione per i documenti della biblioteca (!?!?!?!?!), assicurazione RC (dovuto andare a farla di corsa), di tutto! Ma finalmente le tre (!!) maledette buste sono partite, e a me non resta che presentarmi il primo settembre per prendere posto nel mio alloggio e iniziare questa allucinante avventura.

Finora l’erasmus non mi ha dato che dispiaceri, grattacapi e fastidi; spero che d’ora in avanti le cose migliorino!

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Andato!

Pubblicato da piccimario su Maggio 27, 2008

E così è partito il pacco di fogliacci destinati a tentare di procurarmi l’ammissione al SUPELEC con bando erasmus: modulo d’iscrizione, certificato di conoscenza della lingua francese, curriculum in francese, personal statement in francese (una fatica), elenco di esami da fare all’estero, learning agreement, transcript of record ufficiale degli esami tra triennale e specialistica con maccheronica translascion in inglisc, e chi più ne ha più ne metta.. tutto in una bella busta che ora scivola sulle ali di una costosa assicurata internazionale con ricevuta di ritorno.. speriamo arrivi in tempo, ho 20 giorni..

incrociamo le dita, e mettiamoci a preparare la tesi che è meglio, và..

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Erasmus – forse il piano di studi è ok

Pubblicato da piccimario su Maggio 15, 2008

Stamattina, dopo dieci giorni di imprecazioni, stress, mal di fegato e insulti vari al creato, sono riuscito nella tanto agognata impresa di confermare il mio piano di studi per l’erasmus; ho infatti fatto firmare alla mia responsabile erasmus il Learning Agreement, ovvero il documento che riporta ufficialmente gli esami che andrò a svolgere all’estero. Ho dovuto chiedere il consenso a tutti i docenti interessati (devo però ammettere che il 75% si è mostrato molto disponibile), quindi non credo che ci saranno altre difficoltà (anche se non è mai detta l’ultima parola, con l’orrenda organizzazione in cui mi trovo immerso)…

Comunque il piano ufficiale è questo:

Elaborazione Numerica dei Segnali A viene sostituita da:

  • Des applications du traitement du signal (Applications of Signal Processing)
  • Representation et analyse statistique des signaux (Statistical Signal Processing : Modelling and Estimation)

Analisi Matematica D da:

  • Analyse de la variable complexe et analyse de Fourier (Analysis of Complex Variables and Fourier Analysis)
  • Méthodes numériques et optimisation (Numerical Methods and Optimization)

Complementi di Teoria dei Circuiti da:

  • Théorie des graphes (Graph Theory)
  • Réseaux de neurones formels pour les ingénieurs (Formal Neurone Networks for Engineers)

Adesso devo solo vedere se mi fanno storie in segreteria, e se in Francia mi accettano il piano di studi così com’è.. speriamo in bene, ormai non posso più cambiare nulla senza incasinare le cose in maniera mostruosa!!!

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Dardo Incantato

Pubblicato da piccimario su Maggio 13, 2008

Sono in piedi, in mezzo alla stanza.. Gambe larghe, piedi ben piazzati per terra, braccia leggermente sollevate lungo i fianchi.

Unisco le mani e comincio a formare i gesti di potere.. intanto mormoro l’arcana formula; mi torna alla mente quanto ho studiato la sera prima sul mio prezioso libro, il cui rassicurante peso posso sentire appeso al gancio alla mia cintura.. il solo fatto di sentirlo mi fa sentire sicuro.. il libro, la parola, l’inchiostro raccolgono il potere e lo conservano.

Sollevo le braccia lentamente sopra la testa. Il fluido scorre dalle mie mani e inonda il mio corpo, ma non mi fermo. Il mio sguardo incontra il suo: lo stupore lascia lentamente spazio al terrore, ma è solo l’inizio.

Apro le mani finora tenute chiuse a pugno, con i palmi rivolti verso il mio avversario. Mentre mormoro le ultime rune della formula l’aria attorno alle mie braccia inizia a ondulare, a prendere forma, a prendere colore. Come apparsi dal nulla, quattro dardi di fuoco sono ora fermi a mezz’aria attorno alla mia testa, immobili.

Abbasso le braccia e gli occhi. Poi sollevo la testa e incontro nuovamente il suo sguardo: ora i suoi occhi sono vuoti, non sono altro che un guscio privo di vita. E in mezzo alle sue iridi c’è solo terrore, terrore ancestrale, buio e freddo terrore. Quello che volevo.

Con un gesto repentino punto il braccio destro in avanti, e la indico. Al mio comando, i dardi sfrecciano in avanti, scompigliandomi i capelli al loro passaggio, e si schiantano contro la figura di fronte a me, in una sfera di fuoco che mi scalda il viso.

Mi volto e lentamente mi allontano tra le macerie.

E questo è quello che ho pensato mentre ho attaccato il telefono fuori dal dipartimento, dopo che una docente mi ha fatto capire che per evitare problemi burocratici e casini mi conveniva di gran lunga fare qui il suo esame invece che farlo in erasmus. Alla faccia dell’apertura verso gli scambi con l’estero, il meraviglioso programma di scambio europeo, l’Italia che vuole il suo posto nel mondo e tutta la buona volontà a voler imparare qualcosa un minimo fuori dai canoni italiani per crescere e maturare attraverso la diversità e la novità.

Un applauso all’università italiana e a quelli che non fanno nulla per migliorarla. Amen.

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Erasmus: casini col piano di studi

Pubblicato da piccimario su Maggio 2, 2008

Stamattina mi sono recato nell’ufficio della responsabile del mio piano di studi per un incontro riguardante l’erasmus: la cosa più delicata nelle faccende organizzative è ovviamente definire che esami mi mancano da fare qui a Brescia e come posso sostituirli con esami (per forza diversi) presso la struttura ospitante.

Secondo il ministero dell’istruzione, gli esami di un corso di ingegneria (come pure tutti gli altri, a quanto mi è dato di sapere) sono divisi in ambiti disciplinari molto ben circoscritti: abbiamo ad esempio corsi di base (matematica, fisica, ecc..), discipline ingegneristiche caratterizzati (nel mio caso esami di elettronica e simili), discipline ingegneristiche affini (corsi di natura ingegneristica ma non necessariamente legati alla disciplina caratterizzante il mio corso di laurea), esami a scelta ecc..
Sempre il ministero stabilisce che in italia un corso di laurea deve obbligatoriamente prevedere un tot numero di crediti formativi (CFU) in ciascun ambito didattico.

La prima cosa che ho fatto è stato naturalmente suddividere i corsi che ho fatto nei rispettivi ambiti disciplinari, e per ciascuno valutare quanti crediti mi mancano per potermi dire laureato. Fatto ciò, ho scoperto che mi mancano 5 crediti in discipline di base (matematica) e 15 crediti in discipline ingegneristiche affini. Per i crediti di matematica ho inserito un paio di corsi del supelec che prevedono un programma didattico simile a quello del corso che sostituisco (Analisi Matematica D). Per i 15 crediti invece mi sono dato alla pazza gioia: dato che si tratta di discipline “affini”, ho scelto una serie di corsi non direttamente legati ai corsi che vado a sostituire qui; ho messo un corso di astrofisica (qui non facciamo niente al riguardo, ma mi ha sempre interessato), un esame di interfaccia uomo-macchina (cose da informatici più alcuni interessanti nonchè importanti spunti di ergonomia e sicurezza dei macchinari), e cose così. E forte del fatto che questo elenco rispettava in tutto e per tutto le prescrizioni del ministero mi sono recato stamattina all’incontro con la responsabile, sperando in una rapida firma del learning agreement (il documento che sancisce l’accordo di cambio del piano di studi a favore dell’università estera).

E cosa ho scoperto? Ho scoperto che nonostante tutto sono CALDAMENTE invitato ad andare a parlare con i professori dei corsi che non faccio qui per avere la loro approvazione. Eh!? La loro approvazione? Ma non si era detto che erano discipline “ingegneristiche affini”? Mi è stata anche ventilata l’ipotesi che se scelgo corsi “esoterici” e i professori di qui non sono felici (poverelli!) potrei anche trovarmi a dover fare esami integrativi.. Eh!? Ma la comunità europea non ha stabilito che i crediti acquistati all’estero devono per legge essere riportati pari pari qui da noi?

Insomma, alla faccia dell’internazionalità presunta della mia università devo ancora andare a chiedere per piacere ai professori (dopo averli trovati e aver avuto un appuntamento da ciascuno, ovviamente) di “permettermi” di cambiare il mio curriculum per fare corsi che nelle università dei paesi più civili sono svolti mentre da noi no.

E, cosa peggiore, devo modificare la mia scelta di esami per ritornare a corsi più canonici (secondo gli standard della nostra uni), altrimenti dove la trovo la faccia tosta per andare da un profe a dirgli “salve, ho tolto dal piano di studi il suo corso perchè all’estero ne fanno un’altro molto più interessante.. le spiace?”!!!

E quei corsi che non hanno una diretta corrispondenza? Per quelli, a detta del mio responsabile, esiste una certa “elasticità” (tale termine a questo punto non può che far sorridere), ma comunque devo avere l’”approvazione” del professore interessato. Ma allora che apertura è?!?

Insomma, nel 2008 in italia abbiamo una scuola così arretrata che ogni “contaminazione” con l’estero dev’essere adeguatamente vagliata, consultata, smontata, rimontata e forse (speriamo) approvata. Si può dover perdere tempo su qualcosa di così banale? E rinunciare a fare qualche corso magari più interessante che per un motivo o per l’altro qui non posso seguire? E intanto ho iniziato la tesi da tre settimane e non ho ancora fatto una beneamata fava. Cazzo.

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Aggiornamenti postinfluenzali

Pubblicato da piccimario su Gennaio 28, 2008

Sono ancora vivo! Ho debellato una mostruosa influenza che mi ha lasciato privo di forze per una settimana, costringendomi a perdere preziose ore di lezione che dovrò faticosamente recuperare nei giorni a venire. Sono dunque tornato a scuola, e tra 10 minuti ho la prima lezione dopo la convalescenza. Si comincia!!

Per il resto ho consegnato stamattina il documento ufficiale di accettazione della borsa erasmus: ho scelto di farmi un semestre (5 mesi, da settembre a gennaio dell’anno prossimo), e prima di partire voglio far fuori la tesi. In tal modo non rischio di perdere troppo tempo. Si va a Parigi, che figata! Mi toccherà imparare il francese.

Inoltre se tutto va bene tra 15 giorni dovrei laurearmi. Ho già  comprato il vestito, che sciccheria! Sarò troppo elegante; tremo solo al pensiero di quello che potrebbero fare i miei amici alla mia eleganza.. ma d’altra parte me lo meriterò, se sarò laureato.

ps: adesso ricomincerò anche a scrivere qualcosa di pseudo-utile sul mio blog!

Ciao a tutti, vado a lezione! Yuppi!!

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Organizzazione esami!?

Pubblicato da piccimario su Gennaio 12, 2008

Casini enormi ieri, quando sono andato dalla mia responsabile per il piano di studi per verificare come sono messo con gli esami e cosa posso andare a fare in Erasmus… La faccenda è tutt’altro che banale, dato che le differenze tra le università europee, i loro corsi di studi e le loro organizzazioni sono così ampie e variegate che è impossibile una conversione 1:1 tra gli esami che avrei dovuto fare qui e gli esami che voglio fare là.

Così abbiamo dovuto innanzitutto verificare in che modo si caratterizzano gli esami che ho fatto e quelli che voglio fare, e in che modo i loro crediti formativi si collocano nelle tabelle ministeriali che stabiliscono i valori minimi e massimi a cui devo puntare. Per laurearmi in italia devo infatto portare a casa un tot crediti in attività di base (fisica, chimica, ecc), un tot in attività caratterizzanti (elettronica), un tot in attività affini (elettrotecnica, informatica, ecc) e così via, e capire dove si collocano i miei millemila esami è stata un’impresa degna di nota, anche considerando il fatto che all’alba del nuovo millennio tali conti vanno ancora fatti a mano.

Comunque ce l’ho fatta, ho in mano un bellissimo spreadsheet con tutti i dati perfetti e verificati. Adesso viene il passo successivo: capire con che corsi al supelec posso sostituire i miei corsi attuali. A quanto ho capito è sufficiente che si trovino nello stesso ambito, ma non vorrei dover andare a chiedere ai singoli professori di approvare i programmi, altrimenti la faccenda andrà per le lunghe.. E poi devo scoprire quanto tempo durerà: in teoria l’offerta è per un anno (12 mesi) ma a me ne occorrerebbero solo 6 mesi; che fare? potrei accettare senza battere ciglio i 12 mesi, e approfittare del secondo semestre per fare la tesi.. perchè no? un anno in un’istituzione così prestigiosa potrebbe essere una figata!

e chissà quanta roba da bloggare!

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Erasmus? Erasmus!

Pubblicato da piccimario su Dicembre 26, 2007

Ebbene si.. Con una sorpresa (sufficientemente inaspettata) mi sono guadagnato un posto nella graduatoria del bando Erasmus anno 2007 per la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia.

erasmus

Come si può vedere dall’estratto della graduatoria, sono stato destinato al SUPELEC, prestigiosissimo istituto universitario parigino nonchè nome altisonante nel campo dell’ingegneria elettronica europea.

A gennaio sarò tenuto a decidere se accettare o meno (credo proprio di accettare, un’opportunità del genere non mi capiterà mai più) e in caso affermativo inizierà l’iter burocratico per la definizione del “Learning Agreement”, ovvero il documento che riporterà esattamente ciò che andrò a fare all’estero. Si tratterà di esami, per l’esattezza di tutti gli esami che non sarò riuscito a terminare entro la fine del prossimo quadrimestre (se possibile, ovviamente, ancora non so di preciso come funzioni la cosa).

Unica nota amara è l’aver avuto accesso solo alla parte bassissima della graduatoria, nonostante una media quantomeno decente (25); ciò mi ha impedito di accedere a posti negli istituti esteri che avevo indicato come prime scelte, ovvero:

1. – Lulea University of Technology – Lulea (Svezia)
2. – Linkopings Universitet – Linkoping (Svezia)
3. – Norwegian Univ. of Science and Technology – Trondheim (Norvegia)
4. – Odense University – Odense (Danimarca)

Tali posti sono stati infatti presi da altri, che evidentemente hanno una media più alta della mia. La cosa che però mi intristisce è che in tali prestigiosi istituti tecnici hanno avuto un posto persone appartenenti a corsi di laurea che a mio avviso non sono paragonabili all’Ingegneria Elettronica, quali (primo fra tutti) il corso “Gestionale” (mi rifiuto di aggiungere il titolo di “Ingegneria” a questo corso). Spinto dal fastidio ho perfino steso un piccolo grafico, che la dice lunga (clicca per ingrandire):

grafico graduatoria erasmus

Secondo voi i posti sono distribuiti in maniera equa, o c’è qualcosa che non va nella semplice valutazione della media come parametro fondamentale per la stesura della graduatoria? Non è che certi corsi di laurea magari hanno accesso a medie più “agevolate”, magari per uno squilibrio di difficoltà? Eppure anche loro si chiamano “ingegneri”, proprio come noi elettronici.

Sono solo opinioni personali, ovviamente. Io sono più che soddisfatto dell’opportunità che mi è stata data, trovo che il SUPELEC sia un posto ben al di sopra delle mie aspettative e non vedo l’ora di confrontarmi con questa grandiosa realtà. Ma un pò di amaro in bocca resta, specie al pensiero di colleghi ingegneri (“veri”) che hanno perso questa grande opportunità per fare spazio a chi forse non è poi così “ingegnere”. Ma c’est la vie, no?

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