Appunti, scoperte e invenzioni

Tutto quello che mi viene in mente (se permettete l’esagerazione…)

  • Universal Declaration of Human Rights

    Article 19. Everyone has the right to freedom of opinion and expression; this right includes freedom to hold opinions without interference and to seek, receive and impart information and ideas through any media and regardless of frontiers.
  • My Last Twits

    • google wavin'!!! 1 month ago
    • chi è così buono da spedirmi un invito per la beta di Google Wave a mario.piccinelli@gmail.com? 1 month ago
    • perde tempo su internet.. la tesi aspetterà.. bah 1 month ago
    • Noemi Letizia premiata per il suo ruolo nel film Scaccomatto: è la preferita di un boss mafioso. Esattamente come nel film. (spinoza.it) :-) 2 months ago
    • I have sailed the world and seen his wonders, from the Dardinels to the mountains of Peru, but there's no place like.. Lovere! 3 months ago
  • Meta

  • Delicious Links

  •  

    Novembre: 2009
    L M M G V S D
    « Ott    
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    30  
  • Archivi

  • Disclaimer

    Questo blog non rappresenta una testata giornalistica [...]

    L’autore del blog dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti dai lettori.[...]

    Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio. [...]

    L'autore declina qualunque responsabilità per danni a cose o persone derivanti dall'applicazione di istruzioni apprese da questo blog.[...]

    Per ulteriori info legali vi consiglio di passare da qui.

Posts contrassegnato dai tag ‘gps’

Trofeo del Sebino – dall’alto!

Pubblicato da piccimario su Ottobre 4, 2009

Oggi si è tenuta la VII edizione della Sebino Cup, tradizionale sfida degli skipper del Lago d’Iseo. E ovviamente io c’ero in mezzo, col mio valoroso equipaggio di coraggiosi allievi della scuola vela AVAS che hanno tenuto alto l’onore del circolo e lottato fino all’ultima oncia di sudore per strappare con le unghie e con i denti il penultimo posto (!!!!) a un altro equipaggio di allievi della scuola vela altrettanto valorosi e temerari. E concludo affermando che neanche l’Istituto Luce avrebbe saputo descrivere con termini più altisonanti la mia giornata di oggi :-) .

La regata è stata massacrante ma entusiasmante, come del resto qualunque regata caratterizzata da continui salti di vento sia per direzione (anche 90 gradi alla volta, roba da matti) che per intensità (direi da 0 a 20 nodi, avanti e indietro tutto il giorno).

D’altro canto, per rendersi conto dell’astrusità del campo basta dare un’occhiata al log delle velocità, registrato con il Geonaute Keymaze 500, il logger gps da polso di cui ho parlato in passato (click sull’immagine per ingrandire):

velocita

Snoccioliamo qualche statistica, per gli appassionati di numeri:

Uscita in acqua: 12:47
Partenza regata: 13:20 circa
Durata del record gps (quindi inclusi uscita, prepartenza e rientro): 3 h 27 m
Distanza percorsa complessiva (vedi sopra): 12,37 nm (22,92 km)
Velocità media: 3,58 kts (6,64 km/h)
Velocità massima: 7,36 kts (13,64 km/h)

E ora qualche bella immagine del tracciato gps complessivo della regata:

percorso

..e un dettaglio della prepartenza:

partenza

E con questo è tutto.. Spero che ci saranno altre occasioni di gareggiare con questo spettacolare equipaggio (e questi spettacolari avversari, ovviamente). Alla prossima!

Pubblicato su Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , | 1 Commento »

Una regata vista dall’alto

Pubblicato da piccimario su Giugno 29, 2009

Ieri, nell’ambito di un corso di vela che sto tenendo presso il circolo velico AVAS di Lovere, ho partecipato con i miei allievi all’edizione numero 37 della “Lovere-Tavernola-Lovere”, storica regata sociale. Tempo bello, un caldo mostruoso e vento purtroppo abbastanza scarso; le 3 ore e mezza di regata hanno lasciato profondi segni sulla nostra pelle e nella nostra psiche (soprattutto a causa del sole), ma ne è comunque valsa la pena.

Ne ho approfittato per sperimentare il Geonaute Keymaze 500, stupendo gps da polso che abbiamo regalato a mio padre per il suo compleanno pochi giorni fa, e che sarà oggetto di una recensione in un post successivo. Per ora voglio solo mostrarvi la traccia gps che ho registrato durante la regata, esportata in Google Earth.

lovtavlov2009

Il percorso è stato: partenza davanti a Lovere, bordo di bolina fino alla boa numero 1 (davanti a Tavernola), bordo di poppa fino alla boa numero 2 (davanti a Pisogne), bordo di lasco/traverso (noi siamo riusciti a tenere lo spi anche se a fatica) fino alla boa numero 3 (all’altezza del confine tra Lovere e Costa Volpino), arrivo di bolina in corrispondenza della partenza.

Percorso completo di 13,90 miglia nautiche, completato in 3 ore e 35 minuti con una velocità media di 3,85 nodi (dati gps). La velocità oscillava tra i 6-7 nodi di lasco con lo spi fino ai 1-2 nodi in prossimità della boa numero 1 (una sofferenza :-( ).

Nota per i non addetti ai lavori: il bordo tra la partenza e la boa numero 1 è a zig-zag, ma non a causa di un timoniere ubriaco. Se volete scoprire perchè siamo andati così, vi consiglio la wikipedia.

Ps: Adoro giocare col gps! :-)

Pubblicato su Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Lascia un commento »

TrekBuddy: ancora sul mobile gps tracking

Pubblicato da piccimario su Febbraio 9, 2009

Dopo il mio precedente articolo (che tanto è piaciuto, a giudicare dal numero di visite) sul gps tracking, ho scoperto un altro software molto carino allo scopo e vi vorrei raccontare qualcosa al riguardo. Il software in questione si chiama TrekBuddy, e già dal nome (in italiano “Compagno di Passeggiate”) chiarisce la sua funzione principale: fornire strumenti (legati ovviamente alla localizzazione gps) utili agli escursionisti (ma non solo). In particolare, è possibile visualizzare la posizione attuale su una mappa e registrare il percorso compiuto; in più esistono funzionalità particolari come ad esempio la possibilità di memorizzare waypoints.

trekbuddy_184

Per iniziare i dettagli tecnici: si tratta di un’applicazione Java (J2ME), e quindi dovrebbe essere compatibile con la maggior parte dei telefoni cellulari oggi in commercio. Richiede ovviamente una connessione GPS, che nella maggior parte dei casi si ottiene mediante bluetooth e ricevitore esterno. E’ inoltre consigliabile avere una buona quantità di spazio di archiviazione sul cellulare, non tanto per i 280 kilobyte dell’applicazione quanto per la richiesta di spazio per archiviare le mappe e i log di navigazione; molto consigliata una memoria esterna, che ormai tutti i cellulari moderni posseggono.

L’installazione avviene molto semplicemente copiando i files (scaricabili dal sito, sezione) .jad e .jar sul telefono, ad esempio copiandoli sulla memoria esterna. A questo punto è possibile lanciare (mediante il file manager del telefono) il file .jad, che avvierà l’installazione. Mi raccomando di non installare a partire dal .jar, che installerà si l’applicazione ma in modalità non firmata, il che porterà ad ottenere una serie di grattacapi durante l’uso. Non usiamo quindi il sistema di installazione applicazioni java previsto da software nokia (tipo il Phone Manager), ma installiamo a mano come sopra specificato.

Una piccola nota per i possessori di Nokia 6630 (e forse altri modelli), che potrebbero avere un fastidioso problema di permessi di installazione (ovvero un qualche errore di protezione durante l’installazione). L’applicazione richiede accesso a connettività bluetooth, filesystem, e altre parti delicate del telefono, e quindi è stata firmata digitalmente da un ente certificatore che ne attesta la sicurezza di funzionamento. Il certificato è stato emesso da un’azienda di nome Thawte; questo certificato è ricnosciuto dal cellulare (è presente nel suo elenco di certificati noti) ma per qualche ragione sconosciuta di default non è utilizzabile per dare fiducia ad applicazioni in fase di installazione. Per rimediare dobbiamo andare in:

Tools -> Settings -> Security -> Certif. Management

cercare il certificato di nome “Thawte Premium Server CA”, e premere Options -> Trust Settings. A questo punto verifichiamo che la voce “App. Installation” sia “yes”, e siamo a posto!

Ora l’installazione può terminare con successo.

Per quanto riguarda le mappe, queste non sono disponibili immediatamente o scaricate dalla rete al momento del bisogno: debbono essere create in precedenza su un computer e copiate sul cellulare (o meglio, sulla scheda di memoria). Suggerisco di utilizzare le mappe del progetto OpenStreetMap: esiste un sito da cui è possibile eseguire la creazione di una mappa per TrekBuddy, semplicemente selezionando l’area da prelevare e scegliendo il livello di zoom (consiglio livello 16 per girare in città, 14 o 15 per gite fuori porta). Una volta creata la mappa (ci vorrà un pò di tempo, portate pazienza) verrà proposto di scaricare un file compresso; decomprimiamolo e copiamo la cartella corrispondente sulla scheda di memoria del cellulare. Ultima raccomandazione: consiglio di creare più mappe piccole (delle dimensioni di una città, per dire) invece che una mappa sola enorme.

Ultima cosa: i permessi. Il programma fa uso massiccio di funzionalità che richiedono il consenso dell’utente (accesso al filesystem, accesso al bluetooth, e così via). Il certificato dovrebbe essere installato correttamente (vedi il corsivo sopra) ma questo non basta: bisogna specificare che il software ha questi privilegi sempre, altrimenti verranno richiesti ogni volta durante l’utilizzo. Per questo è sufficiente andare su:

Menu -> Strumenti -> Gestione Applicazioni -> TrekBuddy -> Impostazioni Gruppo

E impostare le voci “Leggi dati utente” e “Modifica dati utente” su “Sempre contentito”.

Adesso passiamo all’interfaccia del software: il tasto di selezione sinistro apre un menu di impostazione:

  • Start: avvia il posizionamento; verrà richiesto di selezionare l’antenna GPS bluetooth. Se è già stato eseguito in precedenza, ci sarà un’altra voce “Start [nomeperiferica]“, per avviare il tracciamento con il ricevitore utilizzato in precedenza.
  • Load map: la voce che ci occorre per caricare la mappa creata in precedenza.
  • Settings: una serie di impostazioni, troppe perchè le descriva qui. Le più importanti sono in:
    • Basic -> Data Dir: la directory di default in cui verranno salvati i dati; per i Symbian è qualcosa del tipo:
      file:///E:/TrekBuddy/ (E: corrisponde alla scheda di memoria).
    • Location -> Tracklog: specifica se ogni volta che verrà avviato il tracciamento con Start sarà anche memorizzato il percorso svolto.
    • Location -> TrackLog Format: formato di salvataggio dei tracklog (consiglio GPX).

Esistono moltissime altre voci di impostazione, consiglio di darci un’occhiata.

Una volta avviato il tracciamento, il pulsante 3 apre un ulteriore menu, stavolta di navigazione. In questo menu sono racchiuse le funzionalità di navigazione quali il salvataggio di waypoint, la visualizzazione e l’inseguimento degli stessi, e così via. Consiglio di giocherellarci, è qui che si nascondono le funzionalità più interessanti di questo programma (di cui magari un giorno parlerò in modo più approfondito).

Ps: pulsante “#” per visualizzare la bussola!

trekbuddy-3

Beh, per ora mi fermo qui che mi sono dilungato molto più del previsto. Ciao a tutti! Se avete problemi scrivete nei commenti, vedrò cosa posso fare :-) .

Pubblicato su Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , | 3 Commenti »

Map Tricks: calcolare la distanza tra due punti a partire dalle coordinate GPS

Pubblicato da piccimario su Dicembre 4, 2008

Esistono diverse formule per calcolare la distanza tra due punti della superficie terrestre a partire dalle coordinate. Potete trovarne qui un’adeguata trattazione. Si tratta naturalmente di formule approssimate, poichè la superficie terrestre non è regolare nè tantomeno una sfera (come alcune di queste formule suppongono), ma i risultati sono comunque molto buoni a fronte di una complessità di calcolo limitata. Alla fine ho scelto di utilizzare la “spherical law of cosines” (qualcosa del tipo “legge sferica dei coseni”), che calcola la distanza in km tra due punti, identificati dalle coordinate:

p1 = (minlon, minlat) //longitudine e latitudine in radianti
p2 = (maxlon, maxlat) //longitudine e latitudine in radianti

dist = arccos( sin(minlat) * sin(maxlat) + cos(minlat) * cos(maxlat) * cos(maxlon – minlon) ) * 6371

(6371 è il raggio della Terra in Km; dist è espressa in Km).

Ho bisogno di sfruttare questa formula all’interno di uno script bash per un mio lavoro di creazione di mappe personalizzate di cui vi parlerò in seguito. Come si può fare? Ho pensato a due metodi possibili:

Korn Shell

Il primo metodo prevede l’utilizzo della Korn Shell. Si tratta di una shell Unix alternativa alla normale console Bash, che prevede però una serie di operatori matematici e trigonometrici che mancano alla sua più nota controparte. E’ sviluppata dalla AT&T ma ormai da diversi anni è rilasciata opensource. E’ inclusa di default in MacOsX (almeno in Tiger) e facilmente installabile sotto Ubuntu (“sudo apt-get install ksh”).

In ksh è possibile assegnare a una variabile il risultato di un calcolo mediante l’uso delle doppie parentesi rotonde:

(( variabile=3+5/2*6 ))
(( variabile=$variabile1+$variabile2 ))
(( variabile=cos(30) ))

e così via. Gli operatori matematici supportati sono numerosi. Un elenco con altri esempi è disponibile qui. A questo punto, lo script per implementare tutto quanto è qualcosa del genere:

#!/bin/ksh  #indica la shell da utilizzare

#coordinate (in gradi)
MINLAT=45.8018
MAXLAT=45.8278
MINLON=10.0533
MAXLON=10.0993

R=6371

#conversione delle coordinate da gradi a radianti
(( MINLAT1=$MINLAT*(2*3.14)/360 ))
(( MAXLAT1=$MAXLAT*(2*3.14)/360 ))
(( MINLON1=$MINLON*(2*3.14)/360 ))
(( MAXLON1=$MAXLON*(2*3.14)/360 ))

#calcolo della distanza
(( dist=acos(sin($MINLAT1)*sin($MAXLAT1)
+cos($MINLAT1)*cos($MAXLAT1)
*cos($MAXLON1-$MINLON1))*$R ))

#stampa della distanza (in chilometri)
echo $dist

Ecco fatto. Salviamo il file col nome “calcola”, lo rendiamo eseguibile

chmod +x calcola

E lo eseguiamo:

./calcola

4.58016572203

Purtroppo però questo sistema bellissimo ha un grosso problema: non funziona sotto Ubuntu. Esiste infatti un bug report che descrive la mancata implementazione nella versione attuale di ksh per Ubuntu delle funzioni aritmetiche, rendendo di fatto la shell inutile. Poichè il bug report risale a giugno di quest’anno, ovvero a sei mesi fa, e nessuno l’ha ancora preso in carico direi che ci sono modeste speranze per il futuro. Come ulteriore nota amara verso gli Ubuntiani convinti detrattori di MacOs vorrei solo dire che sul mio MacBook il ksh è installato di default e funziona perfettamente, mentre sul server Ubuntu sul quale mi serviva no; devo quindi rinunciare a questa strada.

Un programma in C

Beh, se non so come fare a eseguire quei calcoli trigonometrici da shell non mi resta altro da fare se non crearmi un programmino in C da richiamare alla bisogna. Il programma è molto semplice:

#include <stdio.h>
#include <stdlib.h>
#include <math.h>
#include <strings.h>

int main(int argc, char* argv[]){

double minlat, maxlat, minlon, maxlon;
double pi=3.1415926535;
double distance;
double R = 6371;

//prevediamo di stampare un messaggio di help..
if (argc < 5){
if ((argc == 1) || (argc > 1 && strcmp(argv[1], “-h”) == 0 ||
strcmp(argv[1], “help”) == 0)) {
printf(“\nCalcolo della distanza tra due punti a partire dalle coordinate GPS\n”);
printf(“Restituisce la distanza in km tra due punti, identificati rispettivamente\n”);
printf(“dalle coordinate (minlon, minlat) e (maxlon, maxlat).\n\n”);
printf(“Sono richiesti 4 argomenti numerici: minlon, maxlon, minlat, maxlat\n\n”);
}
else printf(“0\n”);
return 1;

}

//lettura delle coordinate inserite da riga di comando
//e conversione in radianti

minlon = atof(argv[1])*2*pi/360;
maxlon = atof(argv[2])*2*pi/360;
minlat = atof(argv[3])*2*pi/360;
maxlat = atof(argv[4])*2*pi/360;

distance = acos(sin(minlat)*sin(maxlat)+cos(minlat)*cos(maxlat)*cos(maxlon-minlon))*R;

printf(“%f\n”, distance);

return 0;

}

A questo punto basta salvare il file come “converti.c”, compilarlo:

gcc -o converti -lm converti.c

Ed eseguirlo, passando da riga di comando i parametri nell’ordine minlon, maxlon, minlat, maxlat:

./converti 10.0533 10.0993 45.8018 45.8278

4.589957

L’output non è formattato (a meno che non venga chiesto l’help) ed è messo a zero in caso di errore; in questo modo il programma può essere richiamato per eseguire calcoli, ad esempio da script bash, in quanto restituisce il semplice valore numerico senza testo aggiunto.

Ecco fatto! Un modo semplice e rapido per calcolare la distanza tra due punti a partire dalla loro coordinate. Commenti? Dubbi? Errori? Fatemi sapere!

Pubblicato su Uncategorized | Contrassegnato da tag: , | 4 Commenti »

Il mio primo contributo a OpenStreetMap.org

Pubblicato da piccimario su Novembre 22, 2008

OpenStreetMap è un progetto internazionale con l’obiettivo di realizzare una mappa stradale (e non solo) di tutto il mondo; la particolarità di tale mappa è che sarà realizzata dalla comunità e sarà completamente libera. “Realizzata dalla comunità” significa che chiunque desideri può intervenire sulla mappa e modificarla, contribuendo così alla sua crescita; “libera” significa che sarà per sempre disponibile gratuitamente per qualunque utilizzo.

Molti mi chiedono: ma perchè non usi semplicemente la mappa di google? E’ completa e bellissima! Beh, in effetti è vero: la mappa di Google è praticamente perfetta, ma c’è un problema: non è libera. Si, posso guardarla liberamente perchè Google mi permette di farlo, ma non posso ad esempio stamparla su un volantino pubblicitario (almeno, non legalmente), non posso inserirla in un navigatore satellitare progettato da me, non posso inserirla nel mio sito (se non seguendo le modalità pur ottime previste da Google), non posso modificarla per renderla conforme a mie particolari esigenza, insomma non posso farci nulla a parte quello che il detentore del copyright mi permette. Questo potrà non essere un problema per l’utente comune, ma per uno sviluppatore è un grosso, grossissimo limite. Un limite che con le mappe di OpenStreetMap non esiste.

Purtroppo però le mappe di OpenStreetMap non sono complete, anzi. Mentre molti paesi Europei e non sono già molto ben mappati, in Italia c’è ancora molto da fare: le grandi città sono ormai coperte tutte, ma per i paeselli siamo ancora indietro. E qui entra in gioco la comunità, che detto per inciso siamo tutti noi! Si può contribuire in qualunque modo, anche semplicemente intervenendo sulle strade già tracciate controllandone la correttezza, inserendo i nomi delle vie o i punti d’interesse (negozi, distributori di benzina, ma volendo anche strisce pedonali o cassette della posta); oppure è possibile tracciare nuove strade, percorrendole con un ricevitore gps in tasca e poi riportando i punti registrati sulla mappa mediante uno dei numerosi e semplicissimi sistemi di sviluppo.

Io ho deciso di seguire quest’ultima strada. In un articolo successivo spiegherò come ho fatto. Per ora vi dico solo che ho deciso di mappare il paesello di Lovere, che al momento nemmeno figura sulla mappa globale (come pure tutta la Valle Camonica, anche se le cose si stanno muovendo). Ho percorso (giusto per provare) un paio di strade tracciando la posizione gps con gpstrack e ho riportato il risultato su openstreetmap con JOSM. Nulla di che (ho avuto poco tempo), ma un buon punto di partenza.

Ecco la mappa di Lovere prima:

osm-lovere-old

Desolante, eh? Ecco invece com’è dopo che ho fatto il mio primo esperimento di mappatura:

osm-lovere-up

Ancora desolante, eh? Però meno di prima :-) Con calma mi metterò d’impegno, passeggerò in lungo e in largo per il paese e man mano riporterò le tracce, fino a salvare tutte le strade! E mi aspetto che qualcuno mi dia una mano, ovviamente, mica posso mappare tutta la Valle Camonica da solo!

Pubblicato su Uncategorized | Contrassegnato da tag: , | 3 Commenti »

Fare GPS-tracking con il cellulare

Pubblicato da piccimario su Novembre 13, 2008

Ovvero l’interrogativo che ci poniamo tutti la domenica mattina: ma dove c***o sono stato ieri sera per far fuori un pieno alla macchina? In alternativa, potrei semplicemente desiderare un modo per memorizzare il percorso fatto lungo un sentiero di montagna, o avere una traccia dei chilometri percorsi in auto per chiedere un rimborso spese, o moltissimi altri casi che si riconducono a questa esigenza: tracciare un percorso svolto per poterlo esaminare in seguito.

Tengo a precisare una cosa: il gps tracking NON significa visualizzare la propria posizione su una mappa, o addirittura dare indicazioni sulle strade da percorrere; per quello ci sono altri programmi e altri sistemi. Un gps tracker non mostra mappe nè disegni colorati, si limita a lavorare in silenzio e memorizzare informazioni per uso successivo. Punto.

Avremo bisogno di queste cosette:

  • un cellulare dotato di bluetooth e possibilità di installare applicazioni Java (per l’esattezza il sottosistema Java deve avere supporto J2ME e le Java API per bluetooth). Per fortuna la stragrande maggioranza dei telefoni moderni (e non solo) rientra in questa categoria.
  • un’antenna GPS bluetooth. Se ne trovano di ogni forma e colore, ma alla fine sono tutte uguali: il costo è intorno ai 30-40 euro (di meno su ebay). L’unica caratteristica importante è il numero di canali: più sono, più rapida sarà l’acquisizione della posizione dopo l’accensione o dopo la perdita (ad esempio, quando si transita in galleria). Ma in fin dei conti anche un misero (rispetto a quelli attuali) 16 canali funziona più che bene.
  • Il software di logging sul cellulare, ovvero quello che si occuperà di memorizzare le informazioni di posizione acquisite dall’antenna e trasmesse via bluetooth. In questo tutorial spiegherò l’uso di GPSTrack.

Per prima cosa scarichiamo GPSTrack. Andiamo sul sito dello sviluppatore e scegliamo la modalità di download/installazione che ci è più congeniale. Per non saper leggere nè scrivere, suggerisco di scaricare dal computer il file GpsTrack.jar e inviarlo al cellulare, magari via bluetooth. Installiamo il software (la modalità dipende dal cellulare che abbiamo) e se tutto funziona a dovere avviamo GpsTrack.

L’interfaccia è spartana, anzi nulla: una schermata bianca con il nome del programma e la versione. Premiamo però il tasto di selezione sinistro (la voce “opzioni”) per aprire il menù principale.

Configurazione

Le impostazioni sono molto basilari, e salvo casi particolari non ci servirà modificarle rispetto ai valori di default. Nella voce di menu Options sono disponibili le voci “Tracks”, per stabilire una distanza minima tra due punti memorizzati (più fitti sono, più dettagliato sarà il percorso salvato), Units (unità di misura metriche o US), Backlight (per quanto tempo rimane attiva l’illuminazione dello schermo dopo l’avvio del programma, normalmente il meno possibile per risparmiare batteria).

Registrazione di una traccia

La voce di menu “start” permette di avviare la registrazione di una traccia. Apparirà la richiesta di connettersi all’antenna esterna (è possibile riconnettersi direttamente all’ultima utilizzata oppure eseguire una ricerca); una volta selezionata il programma inizierà a tracciare i nostri spostamenti.

Facciamoci il nostro bel giretto con antenna e telefono in tasca. La spartana ma funzionale interfaccia del programma intanto ci mostra la distanza percorsa, il numero di punti memorizzati, la velocità istantanea e il tempo passato rispettivamente senza segnale gps, fermi e in movimento.

gpstrack-tracking

Quando siamo stufi, selezioniamo opzioni -> esci; a questo punto la traccia è memorizzata.

Mentre si è nella schermata principale di acquisizione è possibile selezionare Opzioni->Next per ciclare attraverso altre due schermate: la prima, che mostra altre informazioni quali le coordinate gps di posizione, l’altitudine, il numero di satelliti agganciati e così via, e la seconda che mostra graficamente la costellazione di satelliti disponibili nell’area con un’indicazione della potenza del loro segnale; questa schermata mostra anche la posizione del sole e della luna, e i punti cardinali orientati secondo la direzione attuale di movimento (si può usare il cellulare come bussola).

Esportazione della traccia

Dal menu principale, selezioniamo la voce “Tracks”. Avremo un elenco di tutte le tracce memorizzate come descritto in precedenza, identificate da giorno e ora di acquisizione. Scegliamo quella che ci interessa e apriamo il menu “Opzioni”, che ci offre interessanti possibilità tra cui le seguenti:

  • Details: nome traccia, numero di punti memorizzati, spazio occupato dal file.
  • Transfer via bluetooth: permette di inviare la traccia via bluetooth, dopo averla convertita in uno dei tre formati disponibili: Google Earth, GPS Exchange, cvs.
  • Write to local file: permette di salvare la traccia come file sul cellulare o sulla memory card, sempre dopo la conversione.
  • Delete: ovviamente per cancellare la traccia.

Visualizzare una traccia

Esistono miliardi di software in grado di visualizzare la traccia su una mappa, ma quello più bello e coloroso che io conosca è naturalmente Google Earth. E’ gratis (la versione base, ma non ci serve nulla di più) ed è disponibile su Mac, Winzoz e Linux.

Andiamo nell’elenco tracce sul cellulare, selezioniamo quella che ci interessa, “Opzioni” -> “Transfer via bluetooth” e come formato selezioniamo “Google Earth”. Se il trasferimento va a buon fine avremo sul computer un file con estensione kml. Apriamolo con Google Earth (spesso basta farci doppio click sopra), et voilà! Ecco la nostra bella traccia sulla mappa. A titolo di esempio, e per permettere a tutti di godere della bellezza di una mappa tutta colorata, ecco uno screenshot del mio percorso casa – scuola (Brescia) visualizzato su Google-Earth.

traccia-casa-scuola

Bello, no?

E adesso?

Adesso andiamo tutti su OpenStreetMap.org e vediamo che possiamo fare per contribuire a questo affascinante progetto di cui parlerò in seguito.

Alla prossima!

Pubblicato su Uncategorized | Contrassegnato da tag: , | 2 Commenti »