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Imparare LaTeX con MacOsX in 2 minuti

Pubblicato da piccimario su Gennaio 27, 2009

Il LaTex è certamente il miglior sistema in giro per la composizione tipografica. Per chi non sapesse di che si tratta, altro non è che un sistema in grado di prendere un testo non formattato (scritto con un qualunque editor “stupido”) e trasformarlo in un documento ben impaginato; si possono poi inserire direttive dentro il testo che spiegano al compilatore come formattare al meglio il tutto (una sorta di “linguaggio di programmazione”).

latexlogo

Per prima cosa bisogna sfatare un mito: il LaTex non è nè difficile nè solo per professionisti della tipografia: può infatti essere usato da chiunque per produrre qualunque tipo di testo; inoltre è una vera manna dal cielo per chi deve inserire formule matematiche (anche se per quelle bisogna conoscere qualche comando in più), immagini con riferimenti incrociati, citazioni bibliografiche e indicizzazione gerarchica dei contenuti.

Installare LaTex sotto Linux è facile: sotto Ubuntu bastano una manciata di apt-get e siamo pronti a lavorare; installarlo sotto MacOs non è altrettanto semplice, o almeno non lo era fino a quando non ho scoperto MacTeX; si tratta di una suite completa di compilatore (con tutti i millemila sotto-compilatori che ci girano attorno) e ambienti di sviluppo per iniziare subito a produrre col computer della Mela.

mactexlogox5

Il software si scarica (gratuitamente, trattandosi di software Open Source) dal sito; non è una cosa da poco, parliamo di un pacchetto grosso 1,2 GB circa, anche se esiste una versione per persone con limitazioni alla connessione (ad esempio, i cittadini italiani). Una volta scaricato, basta un doppio click ed inizia la procedura di installazione. Una volta installato, in “Applicazioni” sarà presente una nuova cartella denominata “Tex” contenente gli applicativi. Consiglio ai neofiti di usare l’ottimo TexShop.

texshopicon

Per iniziare e creare il nostro bel documento di prova, consiglio di inserire in modo automatico le intestazioni nella pagina vuota (quelle che spaventano sempre i novellini, ma che in realtà possiamo tranquillamente lasciare come sono): dal menu a tendina in alto a destra (Templates), selezioniamo “Latex template”. Ecco, adesso non spaventatevi; piuttosto dateci un’occhiata, non è nulla di così incasinato come può sembrare. Possiamo ad esempio distinguere il tag Author, che contiene il nome del’autore del testo, o il tag Title (abbastnza autoesplicativo).

Quando vi siete ripresi dallo shock, scrivete una frase nel documento (prima del tag \end{document}), salvate con nome in una cartella vuota e premete il pulsante “Typeset” in alto a sinistra. Se tutto va bene, dopo un pò di compilazione dovrebbe apparire il pdf del vostro primo documento in latex! Congratulazioni!

latexesempio02

latexesempio01

E fin qui nulla di speciale.. Qualunque editor potrebbe farlo, no? Ma il bello è che qui i normali editor si fermano, mentre le funzionalità del LaTeX non sono ancora entrate in scena. Adesso non mi voglio mettere a descrivere tutte le funzionalità del LaTeX, un pò perchè non mi basterebbe una vita e un pò perchè sono convinto che nessun essere umano le conosca tutte. Vi porto però un esempio relativo alla creazione dell’indice (mediante il comando \tableofcontents, i comandi si riconoscono perchè hanno un backslash \ davanti) e la divisione in capitolo, sottocapitoli e così via del documento.

latexesempio03

latexesempio04

Provate a convincere Word a fare una cosa del genere con così poca fatica! Prossimamente scriverò qualche altro piccolo tutorial sul latex, dato che al momento lo sto usando parecchio (tipo per scrivere la tesi). Comunque vi lascio un paio di link interessanti (i primi che ho trovato cercando su Google): il sito del GISS (molto ben fatto) e un’introduzione sul sito del dipartimento di matematica di Harvard.

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Gli accenti in Latex

Pubblicato da piccimario su Maggio 13, 2008

Come sanno benissimo tutti gli utilizzatori di Latex italiani (o comunque non inglesi), il vero problema che il principiante si trova ad affrontare sono le lettere accentate: à, è, é, ì, ò, ù… Come sappiamo, il latex queste lettere non le supporta: questo potrà andare bene per un americano, ma per scrivere in italiano la faccenda è ben diversa.

Ovviamente esiste il comando apposito per rendere le lettere accentate: “\’e” diventa “è”, “\’a” diventa “a” e così via.. ma a lungo andare la cosa diventa un p\’o noiosa, poich\’e scrivere in questo modo non \’e senz’altro agevole.

Esiste una soluzione alternativa: utilizzare il package corrispondente all’encoding della propria tastiera. E qui sorge un problema: a seconda del sistema operativo utilizzato questo cambia! Per l’esattezza bisogna utilizzare:

  • Windows: \usepackage[latin1]{inputenc}
  • Mac: \usepackage[applemac]{inputenc}
  • Linux: \usepackage[utf8x]{inputenc} (richiede il pacchetto unicode)

E’ sufficiente inserire la riga giusta dopo gli altri \usepackage, in ogni caso prima del \begin{document}. Come per magia adesso dovrebbe funzionare tutto!

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