Appunti, scoperte e invenzioni

Tutto quello che un qualunque Mac-Medium-User crede valga la pena bloggare…

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PDFLab

Pubblicato da piccimario su Luglio 8, 2008

PDFLab è una comodissima utility gratuita (donationware, in effetti) per MacOsX per lavorare con i pdf: in particolare è in grado di unire più documenti in un pdf unico come di separare le singole pagine, suddividere tra pagine pari e dispari, interlacciare due documenti, cifrare e decifrare e aggiungere watermark.

E’ il genere di utility cui nessuno fa caso, salvo poi andare in paranoia e cercarla sul più bello che serve sul serio e di corsa. Un must per chiunque abbia a che fare con i PDF (e chi non vi ha a che fare?!??!).

E se vi piace, non fate i pitocchi e donate un paio di euro all’autore, come ringraziamento per il lavoro svolto… Supportiamo chi lavora bene per la comunità!

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SuperDuper

Pubblicato da piccimario su Aprile 20, 2008

SuperDuper è un’interessantissima applicazione per mac che fa qualcosa che noi tutti insistiamo a sottovalutare: i backup.

Si, è vero, tutti sappiamo che i backup sono la cosa più importante per allontanare la sfiga e la sofferenza dalle nostre mere esistenze mortali… ma probabilmente per noi il backup è solo un modo per non perdere dati, vero? E invece no! Il backup non è solo un modo per non perdere dati, ma anche (anzi, soprattutto) un mezzo per non perdere produttività. Non è la stessa cosa.

Piccolo esempio chiarificatore: il disco del mio mac va a $(donne_di_facili_costumi). Io vado a comprare un disco nuovo, lo assemblo nel mio computer, ci reinstallo il sistema operativo, reinstallo mezzo milione di applicazioni, reimposto tutto (calendari, account posta, preferiti del browser, preferenze di sistema), e recupero i dati dai dischi di backup. Tutto torna alla normalità, ma dopo due giorni di imprecazioni e tempo perso. Piccolo problema: la mattina dopo il giorno del crash dovevo consegnare un progetto importante.

Sono rovinato? No, perchè il mio amico SuperDuper ha fatto un tipo di backup a cui pochi pensano sul serio: un clone perfetto e bootabile del mio sistema su un disco usb esterno! Io verso un paio di lacrime sul disco defunto, riavvio il mac tenendo premuto il tasto ALT, quando mi viene richiesto faccio click sul disco denominato “backup” e in 5 minuti ho avviato il sistema esattamente com’era prima della tragedia, e sono pronto a ricominciare a lavorare.

Super Duper nella versione gratuita può fare il backup completo e perfettamente funzionante del disco, e comprando (meno di una trentina di dollari, ne vale la pena) la versione completa è possibile anche schedulare dei backup incrementali, per tenere l’immagine esterna aggiornata ogni notte (rifare il clone da zero ci mette più di tre ore per i miei 60 giga di disco..). Esistono inoltre opzioni per salvare ad esempio solo le cartelle di sistema (per chi ha le home su un server di rete) o viceversa solo le home, per salvare solo i dati personali degli utenti. Più mille altre opzioni per personalizzare i salvataggi alle esigenze di ciascuno.

Normalmente non pubblicizzo software che non sia opensource, nè tantomeno spendo soldi per questo, ma in questo caso faccio un’eccezione: l’ottimo funzionamento, la comoda interfaccia, l’inestimabile utilità e il basso costo ne fanno uno strumento eccezionale. Consigliato!

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Cosa può fare gnuplot

Pubblicato da piccimario su Marzo 20, 2008

Ovvero, come trasformare un informe mucchio di dati tanto interessanti quanto noiosi a vedersi in qualcosa di bello, comodo, comprensibile e magari pure colorato a dovere…

Sto realizzando un programmino in java che testa un algoritmo euristico che mi sono inventato per risolvere un problema di Ricerca Operativa (valevole come elaborato per l’omonimo esame, il cui scritto SPERO di aver passato stamattina). Per testare l’algoritmo in maniera estesiva svolgo diverse prove, aumentando di volta in volta la complessità del sistema (ovvero il numero di elementi in gioco); per ciascuna prova svolgo il mio algoritmo, e ne misuro il tempo di computazione; per confronto eseguo anche un algoritmo semi-random per un pò di run, ricavandone risultato migliore, risultato peggiore, media dei risultati e media dei tempi di computazione.

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Mac + Apache + MySql + Php = MAMP

Pubblicato da piccimario su Febbraio 23, 2008

Stavolta voglio presentare un’utility destinata a chiunque voglia sviluppare un sito web e possegga un mac. Come sappiamo, per costruire un sito web moderno (ovvero dinamico) occorre farlo girare, e per farlo girare è necessario inserirlo in un ambiente che fornisca tutto il necessario; normalmente con questo termine si identificano un server web, un server per il database e un interprete php.

Normalmente un sito dinamico viene direttamente installato e configurato sul suo server di destinazione: un bel serverino linux, apache con php, mysql, un ip statico e via! Però a volte questa non è la soluzione più comoda, e può capitare di provare l’intenso desiderio di collaudare tale sito in locale, magari per problemi di rete e magari per poter smanettare più agevolmente tra i suoi file e le sue immagini. Quindi occorre installare sulla macchina locale un server web completo.

Con linux è semplice, a seconda della distribuzione non occorre molto più di qualcosa del genere:

apt-get install apache mysql

(o qualcosa del genere, è solo una riga dimostrativa senza alcuna pretesa pratica dato che non installo un server da mesi). Ma se ho un mac? Beh, innanzitutto c’è da dire che MacOsX mette a disposizione di default un server web, ed esiste la possibilità di installare senza troppe menate anche un server mysql. Ma spesso questi sistemi sono già utilizzati per altri scopi, o magari non si vuole andare a incasinarsi la vita smacchinando nella configurazione del sistema. Beh, ora è possibile.

Per l’esattezza è possibile installare un’unica applicazione che con una manciata di click mette a disposizione tutto quello che uno sviluppatore web ha sempre desiderato. Tale applicazione esiste, è rilasciata sotto GPL e si chiama MAMP (mac, apache, mysql, php), e contiene appunto tutto il necessario per sviluppare un sito in locale: apache, mysql, php e phpMyAdmin (interfaccia web per andare a lavorare sui database di mysql).

 mamp logo

Si installa come qualunque altra applicazione Mac (ovvero in 10 secondi), si avvia con un click ed è già tutto pronto! Con questo programma fantastico ho fatto esperimenti di qualunque genere (semplici pagine di prova in php, Drupal, Joomla, Xoops ecc..) ed ha sempre funzionato tutto perfettamente. Inoltre sul sito è possibile scaricare una widget per la dashboard per rendere ancora più immediato l’avvio e lo stop dei server.

Un must per qualunque mac user che si diletti di siti web!

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Bittorrent da riga di comando - Mac e Linux

Pubblicato da piccimario su Gennaio 13, 2008

Un’altro post dedicato alla nobile arte di scaricare materiale assolutamente LEGALE da internet mediante il sistema torrent; nel precedente post sull’argomento ho spiegato cosa sono i torrent e come scaricarli con un semplice programmino da interfaccia grafica; adesso voglio provare qualcosa di più: utilizzare un client da riga di comando.

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Natale: the day after

Pubblicato da piccimario su Dicembre 26, 2007

E anche quest’anno Natale è passato. Non è stato nulla di eccezionale: non ha nevicato e io odio ancora mio fratello. Però tutto sommato è stato un bel momento passato in famiglia, nonchè il momento per tirare un pò le somme di questo anno che sta per chiudersi.

Come regalo (indispensabile nel mio Natale consumistico) mi sono fatto uno zainetto nuovo per il computer (quello vecchio si è rivelato più delicato del previsto e molto meno capiente del dovuto); inoltre mi hanno regalato un aggeggio che da tanto tempo desideravo: il sintonizzatore ibrido per il mac (WinTV-HVR900), in poche parole un aggeggio usb che mi permette di ricevere la tv analogica e il digitale terrestre, sia utilizzando una piccola antenna portatile sia collegando il cavo dell’antenna di casa. Una figata! L’ho subito provato, con il software in dotazione (EyeTV Lite) e i risultati sono eccezionali.. Non vedo l’ora di provarlo a brescia (qui il digitale terrestre arranca un pò).

eyetv screenshot

Finalmente basta inutili liti per vedere Dr. House quando qualche inutile in appartamento deve guardarsi un’ancora più inutile partita di pallone!

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Bittorrent sotto Mac

Pubblicato da piccimario su Dicembre 13, 2007

Spesso nella vita arriva il momento in cui un utente deve scaricare qualcosa dalla rete, normalmente qualcosa di voluminoso.. e per farlo il modo più comodo è (a mio avviso) usare il protocollo BitTorrent.

Innanzitutto, cos’è il torrent, e come funziona? Sicuramente molti di voi hanno già usato programmi p2p quali emule, amule, kazaa o winmx per scaricare dalla rete contenuti perfettamente LECITI e LEGALI. Con questi programmi è tutto molto semplice: apri la finestra di ricerca, scrivi il nome del file che vuoi scaricare, ci fai click sopra e aspetti. Il torrent sfrutta un metodo un pochino diverso, e a prima vista più laborioso (in realtà non è così). Infatti il protocollo BitTorrent non prevede una funzione di ricerca, poichè tutte le informazioni necessarie al recupero di un singolo file o raccolta di files sono contenute in un particolare file accessorio, caratterizzato dall’estensione .torrent. Quindi se voglio scaricare qualcosa in questo modo dovrò prima cercare (su siti specializzati, o vagando per la rete) il file torrent, e poi darlo in pasto a un programma che si occuperà di scaricare i files descritti nel torrent. Una lista di siti presso i quali procurarsi i torrent è qui. Ricordiamo naturalmente che è illegale scaricare materiale protetto da copyright, ovviamente ci sono un sacco di altre cose perfettamente legali da scaricare e altrettanto interessanti. Ulteriori informazioni tecniche sul protocollo sono disponibili ovviamente qui.

Una volta capito come funziona, passiamo a implementare il tutto procurandoci un “client torrent”, ovvero un programma che si occuperà del lavoro sporco. Per mac io mi sono trovato molto bene con Tomato Torrent, un programma dalla simpatica icona a pomodoro, nonchè l’utile caratteristica di essere opensource. Scaricarlo è questione di un minuto, e poi si può subito cominciare ad utilizzarlo.

tomato ui

L’interfaccia d’uso è comoda e immediata, e le funzioni che a noi interessano sono bene in evidenza: “Open Torrent File”, che ci permetterà di selezionare un torrent che avremo preventivamente salvato sul nostro hard disk, e “Open Torrent URL”, che ci permetterà di usare un torrent trovato in rete senza nemmeno doverlo scaricare. Una volta fatto ciò, si aprirà una nuova finestrella che mostrerà l’avanzamento del download. Ps: non preoccupiamoci se il download non parte subito e quando parte è lentissimo: è normale.. Appena il sistema individua ulteriori fonti, la velocità inizia a crescere esponenzialmente.

tomato torrent downloading

Una cosa molto importantissimissima: il torrent basa la sua forza sulla condivisione: mentre scarico, non prendo i dati solo dal tracker (ovvero il computer da cui è iniziata la condivisione), ma anche da tutti gli utenti che stanno scaricando in questo momento. Anche io mentre scarico condivido la parte di file che ho già sul mio computer, a una velocità impostabile nella finestra di download. Inoltre la mia condivisione resterà attiva anche dopo il completamento del download, fino a quando non avrò chiuso la finestra; il mio consiglio è dunque di lasciare tale finestra aperta il più possibile, anche una volta scaricato quando desiderato, per contribuire a rendere il torrent un servizio migliore per l’intera comunità.

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Creare applicazioni .app con Platypus

Pubblicato da piccimario su Dicembre 11, 2007

Come noi mac user sappiamo, il formato base per un’applicazione mac è l’archivio con estensione .app… la comodità e ordinatezza (no, non credo che questa parola esista, ma rende l’idea) alla base di MacOS fa in modo che tale applicazione assomigli in tutto e per tutto a un file, sul quale basta doppiocliccare per avviarlo, mentre in realtà si tratta di una vera e propria cartella, con una struttura standard che contiene in primo luogo il file eseguibile vero e proprio, e in più tutti i dati di cui ha bisogno (l’immagine di icona, per esempio).

In particolare, le applicazioni hanno una grossa comodità, fondamentale per un mac user ormai avvezzo all’interfaccia grafica: si possono piazzare sul desktop e raggiungere in un battibaleno, qualunque cosa si stia facendo. Tale comodità per esempio manca da morire a un ex utente linux che è abituato a risolvere problemi enormi a colpi di bash. Stessa cosa può dirsi per altri linguaggi di scripting quali perl, python e altri ancora. Risulta infatti impossibile piazzare tali script sul desktop e sperare di avviarli con un doppioclick.. sarà invece necessario aprire un terminale e lanciarli usandone il nome (con il path, ovviamente, non saranno mica tutti nella home!), in alcuni casi preceduto dal nome dell’interprete… scomodo, eh?

Qui entra in gioco Platypus, un comodissimo programma opensource (come piace a me) a cui possiamo dare in pasto files di bash, Perl, Python, PHP, Ruby, Expect, Tcl, AppleScript, e lui ci darà in cambio un comodissimo .app con la sua bella icona, pronto per essere messo sul desktop e cliccato ad ogni necessità.

L’uso del programma è facilissimo. Mettiamo caso di voler avere a portata di mano uno script di bash (ad esempio per montare una condivisione remota senza passare per il terminale). Una volta avviato Platypus, sarà subito possibile inserire il nome della nuova applicazione e selezionare il tipo di contenuto (nel mio caso “Shell”). Nel campo “script path” potrò andare a inserire il nome del file contenente lo script, oppure se non l’ho preparato a priori posso premere il pulsante “new” e avrò a disposizione un comodo editor di testo per crearlo al volo. Un click di pulsante destro sull’icona nella parte sinistra della finestra permetterà di inserire una bella icona personalizzata nella mia nuova applicazione (ne ho trovate di fantastiche qui). Per concludere, posso scegliere il tipo di output del mio programma: posso cioè scegliere se il programma non aprirà alcuna finestra (ma si limiterà a farsi gli affari suoi senza dire nulla a nessuno), oppure mostrare una progress bar che mostra l’avanzamento dello script, o infine mostrare una finestra di testo contenente l’output dello script.

A questo punto potremmo anche accontentarci, ma Platypus non si limita a queste funzioni base: il power user è libero di esplorare la sezione di UI che appare premendo “Show advanced options”: a partire da lì è possibile inserire nell’applicazione files di supporto, impostare parametri come il path dell’interprete da utilizzare, ed eseguire un tuning un tantino più complesso di tutto quanto (ad esempio, si può attivare il supporto al drag&drop, in modo che lo script potrà agire su qualunque file io lasci cadere sulla sua icona).  Questo e molto altro ancora.

A questo punto è sufficiente premere il pulsante “Create Application”, selezionare il nome file della nuova applicazione e voilà, il gioco è fatto. Il mio script è ora una comoda applicazione cliccabile. Un modesto guadagno, diranno i puristi, ma in fin dei conti abbiamo in mano un sistema fatto per essere comodo, che senso ha non sfruttarne al pieno le potenzialità? Lasciamo la riga di comando a task più complessi!

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Odio WMV3, qualunque cosa esso sia

Pubblicato da piccimario su Dicembre 10, 2007

Odio WMV3 di MS (dove “M” sta per MERDA e “S” ancora non lo so ma sicuramente nulla di buono).

Il mio calvario è iniziato quando ho messo le mani (non chiedetemi come) su alcuni video, per l’esattezza cartoni animati giapponesi di cui sono come tutti sanno grande appassionato. Tali files però pare siano assolutamente impossibili da utilizzare, il che è sconvolgente se pensiamo che da svariati anni sono appassionato di cartoni animati e qualunque file multimediale del genere su cui ho messo le mani in un modo o nell’altro sono riuscito a vederlo.

Per prima cosa ho tentato di usare Quicktime. Com’era prevedibile (i codec di quicktime non sono certo infallibili) la cosa non ha funzionato, tant’è che avevo già il puntatore del mouse sull’icona di VLC per mac. Tale player mi ha sempre permesso di guardare praticamente qualunque cosa, quindi andavo tranquillo.. Purtroppo mi sono scontrato con l’amara verità che neppure l’infallibile VLC mi avrebbe permesso di raggiungere i miei scopi.

VLC non ce la fa

Che fare? Ovviamente non mi perdo d’animo e mi faccio un bel giro in rete alla ricerca di soluzioni.. Se vlc nn va, mettiamo alla prova il decantato supporto di quicktime ai formati MS (non sto a ripetere cosa significa la M, e per la S ci sto ancora pensando). Primo passo: installare il component (parola del gergo quicktimesco che significa “plugin”) Flip4Mac (nb: è il component ufficiale, suggerito dalla MS in persona!). Purtroppo questo non pare convincere quicktime, il quale educatamente si limita a impallarsi come di consueto senza nemmeno un messaggio d’errore. Intuisco di non aver risolto il problema.

Passo successivo: cerchiamo qualche component non suggerito dalla MS, visto che pare questo porti abbastanza sfiga. Trovo immediatamente un interessantissimo progetto denominato Perian: free e open source, come piace a me, un progetto destinato a creare un component che renda quicktime compatibile con il mondo esterno. Scarico, installo, provo e tanto per cambiare non cambia assolutamente nulla. Il maledetto player si limita a bloccarsi, senza dare segni di vita o comunque di sofferenza, il che almeno mi avrebbe un pò consolato. Dopo aver insultato in modo alquanto originale la Santa Croce, provvedo a riaprire un browser alla ricerca della masturbazione successiva. Nb: voglio che sia chiaro che NON ho mai insultato Perian: in quanto progetto open source merita solo rispetto e devozione.

Se non funzionano i player che uso al momento, mi sono detto, perchè non provare qualcos’altro? La prima cosa che mi viene in mente naturalmente è mplayer, il magico player che quando usavo Linux non mi ha mai deluso. Scopro rapidamente che ne esiste anche una versione per macOSX, e procedo a installare e tentare di nuovo la sorte. Risultati: zero. Mplayer crasha miseramente sotto i colpi del bastardo malamente encodato.

Stessi risultati per NicePlayer.

Dimenticavo: nel frattempo procedo con una ricerca parallela su forum e blog, scoprendo che quantomeno non sono l’unico ad avere problemi con questi formati; pare infatti che mezzo mondo stia scrivendo sul forum di Videolan (la casa produttrice di VLC) per chiedere informazioni. Solo che non si riesce a capire quale sia la soluzione: tutti i forum che ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada sono colmi di esperti-wannabe che consigliano ora di installare questo “che con me ha sempre funzionato”, ora di provare quest’altro “che legge qualunque cosa”, ora di infilarsi un dito nel c**o “che a me piace tanto”.. E io pirla che non sapendo che pesci pigliare continuo a provare l’inverosimile.

Però succede che un mio amico abbia Linux, e riesca (un pò si, un pò no, ma meglio di nulla) a vedere parte di questi files con VLC. A questo punto ho supposto che i programmi open source a disposizione come binari per macos fossero delle versioni precedenti alle sue. Ho controllato, e in effetti pare proprio.. di no. Quindi, con un grande punto interrogativo tatuato sulla fronte, ho preso il coraggio a due mani e ho deciso di tentare la strada più pura (e meno sensata, probabilmente). Ho aperto Parallels, ho creato una nuova macchina virtuale con 3 giga di disco e ho provveduto a scaricare l’iso di installazione di XUbuntu (X sta per XFCE, mi serviva una distro con un desktop manager leggero). Parto con l’ultima disponibile, la 7.10 Gutsy Gibbon; monto la iso nel lettore cd della macchina virtuale, avvio e scopro che Dio o chi per lui non mi sta assistendo come credevo di essermi ormai meritato: non parte il server grafico. Immagino qualche incompatibilità malvagia tra la 7.10 e Parallels, impreco un tantino (quanto basta da far esplodere una suora che passava di lì per caso) e scarico la versione long time support, la 6.06 Dapper Drake. Questa in effetti parte (lo sapevo, l’avevo già usata in passato) e si installa in breve tempo, con mia somma gioia. Qualche bestemmia in effetti me l’ha tirata fuori pure questa parte, dato che ho dovuto ripetere l’installazione 5 o 6 volte, ogni volta aumentanto le dimensioni del disco virtuale, fino a che si è “accontentata” di “appena” 3 giga. Mi sembrano un pò tantini, ma d’altronde Xubuntu è tanto bello e reattivo che gliela possiamo pure perdonare. Aggiorno tutti i pacchetti installati e installo VLC. Con mia somma gioia il portage della Dapper mi installa la versione C di VLC, pur sapendo che ormai è da un pò che gira la D. Beh, mi sono detto, magari funziona lo stesso? Ovviamente no. Stesso errore di prima. D’altra parte la Dapper è vecchiotta, è naturale che il portage preveda gli ultimissimi aggiornamenti di tutto.

Provvedo a inserire della lista del portage Medibuntu, il repository che contiene tutto ciò che non è abbastanza free per essere incluso nell’installazione originale di Ubuntu, e installo immediatamente i WIN32CODEC, i quali dovrebbero essere la panacea di tutti i mali, e permettermi di sondare l’insondabile e ammirare l’inammirabile. L’unica cosa che posso ammirare è il pavimento del soggiorno, mentre cerco i miei maroni che mi sono caduti quando ho scoperto che non era cambiato nulla. Faccio un paio di constatazioni poco amichevoli sul concepimento di Cristo, facendo fischiare le orecchie ai mantainer di lamentazioni.org, e rifletto su quale sarà il prossimo passo verso la dannazione eterna, sperando che almeno questa sia accompagnata dalla visione dei video che mi stanno costando la perdita della mia anima immortale.

Idea: compilo dai sorgenti la versione D di VLC. Scarico i sorgenti dal sito nella mia bella macchina virtuale, scompatto il tar.gz e lancio il ./configure. Ovviamente si blocca dopo pochi istanti, lamentanto la mancanza di una libreria dev. Cerco con Synaptic, trovo la libreria incriminata, installo e lancio di nuovo il configure, in attesa dell’errore successivo. Ripeto questo passaggio per una decina di volte, e sfrutto tutto questo tempo per ideare nuovi modi di insultare il creatore del cielo e della terra. Dai e dai, riesco a compilare VLC, scoprendo di non aver assolutamente guadagnato nulla di nuovo.

Stessi risultati per mplayer e xine.

Picchio con violenza la testa sul tavolo e decido di mollare tutto.

All’improvviso però Satana, evidentemente deluso dalla rapida conclusione del mio show, mi bisbiglia all’orecchio la soluzione che non ho voluto nemmeno provare a prendere in considerazione; ma ormai non sono più padrone di me stesso, e cedo facilmente alle lusinghe del grande tentatore. Ebbene si, signori, tenterò di installare Windows Media Player per Mac.

minuto di silenzio

altro minuto di silenzio

Mi dirigo sul sito incriminato, e scopro una cosa molto divertente. Mentre tutto il mondo mac, e con tutto intendo proprio tutto, ha scoperto l’uso dei file dmg, i file di immagine tanto comodi e funzionali, l’ideale per racchiudere applicazioni da distribuire, la MS distribuisce un programma spacciato per “freeware” in un formato compresso proprietario per aprire il quale è necessario un programma a pagamento!! Per fortuna il produttore mette a disposizione anche delle versioni ridotte e free, e per comodità aggiunta tempo addietro avevo già scaricato la versione 11. Doppioclicco sul file scaricato e rimango per mezz’ora a guardare una finestrella con scritto “preparazione dell’installazione in corso”… A questo punto mi sposto le ragnatele dagli occhi, ed esclamando “Ohibò” (oddio, forse non era proprio così che ho detto) congetturo che ci sia qualcosa che non va.. a parte la M in MS, intendo. Gira e rigira, vado sul sito del produttore dello Stuffit Expander e scopro che è disponibile la versione 12.

Il buonsenso mi dice “eddai, sarà mai possibile che un file compresso usato per distribuire un programma freeware sia così introiato da richiedere proprio l’ultimissima versione.. [ragionamento che continua] per giunta senza alcun avviso”.. Per fortuna ho smesso di ascoltare il buonsenso, e provvedo a tentare di scaricare la versione 12. Con mio sommo schifo, scopro che un’azienda che diffonde free una versione ridotta del proprio software a scopo pubblicitario sia così meschina da pretendere in ostaggio i miei dati personali prima di mandarmi una mail con il link per il download!! Ma a questo punto le forze mi stanno abbandonando, sono disposto a tutto pur di concludere questa via crucis. Scaricato il programma, scopro con sollievo che almeno riesce a scompattare il contenuto del pacchetto.

Tale contenuto ovviemente non è un comodo file .app, ma un file di installazione.. Scommetto che l’unica cosa che lo distingue da un app è la sua estrema bruttezza e la capacità di copiarsi da solo nella cartella delle applicazioni sul mio disco. Peccato che per far questo mantiene aperta sul mio monitor una finestra brutta (completamente diversa da Aqua) per tipo 10 minuti, roba da terzo mondo.

A questo punto ho installato la nefandezza sul mio computer, e non ci posso fare nulla. L’unica cosa che mi consola è che adesso posso guardare in pace almeno un paio di episodi dei miei nuovi cartoni prima di andare a dormire.

wmv3 non ce la fa

Cado a terra in lacrime.

Poi mi rialzo, apro un browser, lo punto su piccimario.wordpress.com e inizio a insultare la MS. E non sono ancora riuscito a ideare un insulto abbastanza pesante da associare alla S, che mostri tutto il mio odio per la loro merda di politica commerciale, la loro merda di disprezzo per il mondo esterno e le loro merde di formati proprietari di merda.

Odio tutto e tutti. Se continuo così i miei prossimi post chiederò che siano ospitati su lamentazioni.org. Buonanotte.

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