Iphone Games: Fare City

Salve a tutti!! Si, lo so cosa pensavate, ma state sereni: non sono morto, sono solo stato molto, molto, molto incasinato e non ho avuto proprio il tempo di sperimentare qualcosa di interessante che valesse la pena bloggare.  Intendo rimediare avviando per ora una rubrica dedicata alle app per iphone che ho avuto occasione di provare e che mi hanno lasciato soddisfatto.

L’app che voglio presentare oggi è “Farecity: Taxi Mania”, di recente orribilmente tradotto come “Tariffa Città: Mania Taxi”. Quando l’ho scaricato esisteva solo la versione completa gratuita, mentre oggi noto che la versione completa è diventata a pagamento (1,59 euro) ed è spuntata una versione free.

Il gioco in questione è un rompicapo in tempo reale in cui il giocatore si trova a gestire, attraverso le strade via via più contorte di alcune città, una serie di taxi: lo scopo è andare a prendere i clienti e portarli alla loro destinazione, cercando di non scontrarsi con gli altri taxi in circolazione. Sembra facile con uno o due taxi, ma quando iniziano a diventare 5 o 6 la situazione diventa rapidamente drammatica :-) . Meno male che col passare del tempo è possibile guaagnare “polizze assicurative” che permettono di continuare a giocare anche dopo uno scontro.

Esistono diverse mappe e diverse modalità di gioco, come ad esempio la mia preferita “crazy taxi”: i taxi entrano nello schermo già con un cliente a bordo che deve essere portato a destinazione, ma entrano in continuazione e diventa indispensabile riuscire a farli arrivare a destinazione il prima possibile prima che inizino a diventare troppi :-)

Musica ed effetti sonori ben fatti. Supporto ad OpenFeint. Un giochino decisamente ben fatto e divertente, ottimo per riempire una mezz’ora di pausa dallo studio come una mezza giornata di attesa nello studio del dottore.. Consigliato!

Configurazione MMS per LG KT525

Mio padre è (s)fortunato possessore di un LG KT525 brandizzato Tim. L’ha sempre usato con una scheda Tre (apposta ha acquistato un telefono UMTS), ma di recente si è accorto che gli MMS non funzionavano. In più c’erano altri problemi causati dalla differenza tra una USim Tre e una Sim normale: ad esempio, la USim non ha memoria per gli SMS, perchè si appoggia solo alla memoria del telefono, oppure ne ha  molto poca rispetto a una Sim tradizionale (tipo spazio per 10 messaggi); ogni messaggio ricevuto dà quindi luogo a un errore “Memoria Messaggi Esaurita”, anche se la ricezione va a buon fine grazie alla memoria del telefono. Insomma, una serie di fastidi che rovinano l’esperienza d’uso. Dai e non dai, modifica le impostazioni mille volte, prova gli sms autoconfiguranti della Tre, alla fine ha desistito: ha chiesto la portabilità e preso una scheda della Tim mantenendo il numero.

Il calvario non è certo finito lì: gli MMS non funzionavano; il maledetto arnese interrompeva la ricezione lamentando un generico “errore interno” (bel messaggio del ******, tra l’altro). Il problema erano le configurazioni, ma ci ho messo una marea di tempo a farlo funzionare a causa della TOTALE INUTILITA’ del sito di assistenza della TIM (per non parlare dei famosi SMS AUTOCONFIGURANTI il cui servizio risulta “Temporaneamente non Disponibile” da un mese). Cerca, cerca, prova, sono comunque riuscito a mettere insieme i parametri di configurazione, e li voglio condividere con i posteri che magari ne trarranno beneficio e non sprecheranno ore a cercare di ricostruirli:

1) Menu – Impostazioni – Punti di Accesso: creiamo un nuovo punto di accesso, lo chiamiamo “mms tim” e impostiamo i seguenti parametri:
Canale Dati: UMTS
Autenticazione: nessuna autenticazione
APN: mms.tim.it

2) Menu – Impostazioni – Profili Internet: creiamo un nuovo profilo, lo chiamiamo “mms tim” (si, lo stesso nome di prima, giusto per non doverne inventare uno nuovo) e impostiamo i seguenti parametri:
Usa proxy: Si
Indirizzo server proxy: 213.230.130.89
Porta: 80
Punto di accesso: mms tim

3) Menu – messaggi – impostazioni – mms – centro mms: creiamo un nuovo centro (con un nome qualunque) con i seguenti parametri:
Centro mms: http://mms.tim.it/servlets/mms
Profilo internet: mms tim

Accertiamoci che il nostro nuovo centro mms sia quello selezionato (ovvero quello con il segno di spunta) e come per magia ora dovrebbe funzionare tutto.

Sciao!

Ci sono cose che non si possono comprare…

  • Decidere di aprire un Nokia 6600 per cercare di capire che tipo di flash usa (per la tesi): 30 secondi di riflessione distratta.
  • Tentare di aprire un Nokia 6600 per scoprire che non ha viti, ma solo un mostruoso gioco di incastro degno del peggior rompicapo: 5 minuti di grattacapi.
  • Perdere la pazienza e aprire il sopracitato Nokia con le “buone”: 5 minuti di insulti di quelli che piacciono tanto a me, corrispondenti al cambio attuale a 2,5 anni di purgatorio.
  • Rilassarsi e fare qualche foto all’opera di smembramento: 10 minuti di moderata serenità.

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  • Richiudere il telefono e scoprire che non funzionano più alcuni tasti: 10 minuti di sfumature tra l’incredulità e l’apostasia.
  • Riaprire il telefono, sempre con le buone: 2 minuti di insulti e madonne.
  • Scoprire che il flat della tastiera è stato perforato da un colpo ben assestato di cacciavite: non ha prezzo.

Ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è Ebay: trovato il pezzo, pagato (10 euri, di cui 5 a Poste Italiane), in due giorni è arrivato e ora il telefono è più felice di prima.

Ma queste cose continuano a minare la già scarsa simpatia che Dio prova per me….

Fare GPS-tracking con il cellulare

Ovvero l’interrogativo che ci poniamo tutti la domenica mattina: ma dove c***o sono stato ieri sera per far fuori un pieno alla macchina? In alternativa, potrei semplicemente desiderare un modo per memorizzare il percorso fatto lungo un sentiero di montagna, o avere una traccia dei chilometri percorsi in auto per chiedere un rimborso spese, o moltissimi altri casi che si riconducono a questa esigenza: tracciare un percorso svolto per poterlo esaminare in seguito.

Tengo a precisare una cosa: il gps tracking NON significa visualizzare la propria posizione su una mappa, o addirittura dare indicazioni sulle strade da percorrere; per quello ci sono altri programmi e altri sistemi. Un gps tracker non mostra mappe nè disegni colorati, si limita a lavorare in silenzio e memorizzare informazioni per uso successivo. Punto.

Avremo bisogno di queste cosette:

  • un cellulare dotato di bluetooth e possibilità di installare applicazioni Java (per l’esattezza il sottosistema Java deve avere supporto J2ME e le Java API per bluetooth). Per fortuna la stragrande maggioranza dei telefoni moderni (e non solo) rientra in questa categoria.
  • un’antenna GPS bluetooth. Se ne trovano di ogni forma e colore, ma alla fine sono tutte uguali: il costo è intorno ai 30-40 euro (di meno su ebay). L’unica caratteristica importante è il numero di canali: più sono, più rapida sarà l’acquisizione della posizione dopo l’accensione o dopo la perdita (ad esempio, quando si transita in galleria). Ma in fin dei conti anche un misero (rispetto a quelli attuali) 16 canali funziona più che bene.
  • Il software di logging sul cellulare, ovvero quello che si occuperà di memorizzare le informazioni di posizione acquisite dall’antenna e trasmesse via bluetooth. In questo tutorial spiegherò l’uso di GPSTrack.

Per prima cosa scarichiamo GPSTrack. Andiamo sul sito dello sviluppatore e scegliamo la modalità di download/installazione che ci è più congeniale. Per non saper leggere nè scrivere, suggerisco di scaricare dal computer il file GpsTrack.jar e inviarlo al cellulare, magari via bluetooth. Installiamo il software (la modalità dipende dal cellulare che abbiamo) e se tutto funziona a dovere avviamo GpsTrack.

L’interfaccia è spartana, anzi nulla: una schermata bianca con il nome del programma e la versione. Premiamo però il tasto di selezione sinistro (la voce “opzioni”) per aprire il menù principale.

Configurazione

Le impostazioni sono molto basilari, e salvo casi particolari non ci servirà modificarle rispetto ai valori di default. Nella voce di menu Options sono disponibili le voci “Tracks”, per stabilire una distanza minima tra due punti memorizzati (più fitti sono, più dettagliato sarà il percorso salvato), Units (unità di misura metriche o US), Backlight (per quanto tempo rimane attiva l’illuminazione dello schermo dopo l’avvio del programma, normalmente il meno possibile per risparmiare batteria).

Registrazione di una traccia

La voce di menu “start” permette di avviare la registrazione di una traccia. Apparirà la richiesta di connettersi all’antenna esterna (è possibile riconnettersi direttamente all’ultima utilizzata oppure eseguire una ricerca); una volta selezionata il programma inizierà a tracciare i nostri spostamenti.

Facciamoci il nostro bel giretto con antenna e telefono in tasca. La spartana ma funzionale interfaccia del programma intanto ci mostra la distanza percorsa, il numero di punti memorizzati, la velocità istantanea e il tempo passato rispettivamente senza segnale gps, fermi e in movimento.

gpstrack-tracking

Quando siamo stufi, selezioniamo opzioni -> esci; a questo punto la traccia è memorizzata.

Mentre si è nella schermata principale di acquisizione è possibile selezionare Opzioni->Next per ciclare attraverso altre due schermate: la prima, che mostra altre informazioni quali le coordinate gps di posizione, l’altitudine, il numero di satelliti agganciati e così via, e la seconda che mostra graficamente la costellazione di satelliti disponibili nell’area con un’indicazione della potenza del loro segnale; questa schermata mostra anche la posizione del sole e della luna, e i punti cardinali orientati secondo la direzione attuale di movimento (si può usare il cellulare come bussola).

Esportazione della traccia

Dal menu principale, selezioniamo la voce “Tracks”. Avremo un elenco di tutte le tracce memorizzate come descritto in precedenza, identificate da giorno e ora di acquisizione. Scegliamo quella che ci interessa e apriamo il menu “Opzioni”, che ci offre interessanti possibilità tra cui le seguenti:

  • Details: nome traccia, numero di punti memorizzati, spazio occupato dal file.
  • Transfer via bluetooth: permette di inviare la traccia via bluetooth, dopo averla convertita in uno dei tre formati disponibili: Google Earth, GPS Exchange, cvs.
  • Write to local file: permette di salvare la traccia come file sul cellulare o sulla memory card, sempre dopo la conversione.
  • Delete: ovviamente per cancellare la traccia.

Visualizzare una traccia

Esistono miliardi di software in grado di visualizzare la traccia su una mappa, ma quello più bello e coloroso che io conosca è naturalmente Google Earth. E’ gratis (la versione base, ma non ci serve nulla di più) ed è disponibile su Mac, Winzoz e Linux.

Andiamo nell’elenco tracce sul cellulare, selezioniamo quella che ci interessa, “Opzioni” -> “Transfer via bluetooth” e come formato selezioniamo “Google Earth”. Se il trasferimento va a buon fine avremo sul computer un file con estensione kml. Apriamolo con Google Earth (spesso basta farci doppio click sopra), et voilà! Ecco la nostra bella traccia sulla mappa. A titolo di esempio, e per permettere a tutti di godere della bellezza di una mappa tutta colorata, ecco uno screenshot del mio percorso casa – scuola (Brescia) visualizzato su Google-Earth.

traccia-casa-scuola

Bello, no?

E adesso?

Adesso andiamo tutti su OpenStreetMap.org e vediamo che possiamo fare per contribuire a questo affascinante progetto di cui parlerò in seguito.

Alla prossima!

Aprire una console seriale sul proprio cellulare

Qualche tempo fa ho scritto un breve articolo sui comandi AT nel mondo dei cellulari. Mediante questi comandi è possibile interfacciarsi al modem del telefono attraverso una console seriale, e attraverso questo accedere a una serie di funzionalità che variano da telefono a telefono e possono includere cose tipo fare chiamate, mandare sms, leggere gli sms nella memoria e così via. Però prima di questo è necessario creare la connessione tra il computer e il telefono: vediamo un pò come si fa.

Siccome i cavi sono sempre scomodi, tenteremo di instaurare questa connessione via bluetooth. Per prima cosa bisogna verificare che il computer abbia un adattatore bluetooth configurato a dovere e pure il cellulare (che deve avere il bluetooth attivo e in modalità “visibile a tutti”).

Lavoreremo sotto Ubuntu Linux (non voglio nemmeno immaginare quanto potrebbe essere complicato tentare di fare quello che sto per fare sotto winzozz :-) ). Dovremo avere installato lo stack bluetooth e i pacchetti bluez-sdp e bluez-util:

mario@ninfa:-$ sudo apt-get install bluez-utils bluez-sdp
mario@ninfa:-$ sudo /etc/init.d/bluetooth restart

Per prima cosa scopriamo l’indirizzo bluetooth (univoco) del nostro telefono:

mario@ninfa:-$ hcitool scan

scanning…
00:11:22:33:44:55    Mario

Il tool di ricerca ha individuato un telefono di nome Mario e indirizzo univoco 00:11:22:33:44:55 (segnamolo da qualche parte, sarà con quello che il computer potrà identificare il telefono). Passiamo ad esaminare i servizi a disposizione sul telefono:

mario@ninfa:-$ sdptool browse 00:11:22:33:44:55

Il risultato sarà un sacco di testo, che rappresenta una voluminosa e dettagliata descrizione di tutti i servizi messi a disposizione dal telefono mediante bluetooth (si va dallo scambio di file fino alla connessione dell’auricolare). Quello che interessa a noi in questo caso è il servizio di Dial Up Networking, corrispondete al modem:

[...un sacco di roba...]

Service Name: Dial-up Networking
Service RecHandle: 0×10002
Service Class ID List:
“Dialup Networking” (0×1103)
“Generic Networking” (0×1201)
Protocol Descriptor List:
“L2CAP” (0×0100)
“RFCOMM” (0×0003)
Channel: 2
Profile Descriptor List:
“Dialup Networking” (0×1103)
Version: 0×0100

[...un sacco di roba...]

Nel testo ho evidenziato l’informazione importante: il canale da usare per la comunicazione. NB: su alcuni telefoni esiste anche il servizio “serial console”, ma non sono sicuro di quale sia la sua funzione. Vale la pena di fare qualche prova se il canale indicato sopra non funziona.

Una volta scelto il canale, predisponiamo il computer per la connessione. Modifichiamo il file hcid.conf, quello che sovrintende alle connessioni bluetooth del computer:

mario@ninfa:-$ sudo vim /etc/bluetooth/hcid.conf

Per cominciare, bisogna impostare la modalità di autenticazione tra telefono e computer. Come sappiamo, l’autenticazione su bluetooth avviene mediante impostazione di un PIN. Potremmo configurare Linux per domandare il PIN ogni volta che instaura una connessione, ma al momento non vale la pena di perderci tempo: imposteremo un PIN unico per il computer; teniamo presente di stare attenti, dato che un PIN statico significa che chiunque lo conosca si può collegare ai servizi bluetooth del nostro computer!

In questo caso sarà sufficiente verificare che la riga security del file abbia questo aspetto:

security auto;

e che la riga passkey riporti il PIN statico da noi scelto (in questo caso quattro zeri):

passkey “0000″;

Salviamo e chiudiamo il file. Riavviamo il sistema bluetooth:

mario@ninfa:-$ sudo /etc/init.d/bluetooth restart

Inizializzazione della comunicazione

Il passo successivo è creare il binding tra cellulare e computer. Per questo è necessario utilizzare la “ricerca dispositivi bluetooth” del telefono, individuare il computer e iniziare la connessione. Verrà richiesto il PIN, e noi inseriremo quello specificato prima (nell’esempio 0000). NB: questo passaggio è facoltativo: nel caso venga inizializzata la comunicazione (mediante i comandi descritti in seguito) senza un binding preventivo, questo dovrebbe essere comunque avviato automaticamente; in ogni caso durante il binding verrà richiesto il PIN.

A questo punto dobbiamo creare la connessione tra una console seriale e il canale desiderato sul telefono.

mario@ninfa:-$ sudo rfcomm bind rfcomm0 00:11:22:33:44:55 1

dove:

  • rfcomm0 è il nome della console seriale
  • 00:11:22:33:44:55 è l’indirizzo fisico del cellulare
  • 1 è il canale (sostituire col valore trovato prima)

Per verificare l’avvenuta connessione è sufficiente utilizzare ancora il comando rfcomm:

mario@ninfa:-$ rfcomm

rfcomm0: 00:11:22:33:44:55 channel 1 clean

A questo punto la connessione è attiva. Non ci resta che accedervi, ad esempio così:

mario@ninfa:-$ screen /dev/rfcomm0

Si aprirà una console completamente vuota, dato che il modem non ha prompt. Per verificare il funzionamento basta inviare il comando AT seguito dal tasto invio; il telefono dovrebbe rispondere con un OK. Funziona!!!!

Per chiudere la comunicazione basta un control+c.

Per un elenco dei comandi AT con cui si può giocherellare vi lascio questo link, con un elenco di comandi supportati da Nokia (e parzialmente anche da altri telefoni). Tenete sempre presente che solo una parte di essi sarà utilizzabile, dipende dal modello del vostro telefono. E tenete presente di andarci piano, e fare prove a ragion veduta, perchè sennò rischiate di incasinarvi il telefonino!

Rendere le impostazioni permanenti

Un’ultima cosa: per rendere le impostazioni di comunicazione permanenti, bisogna modificare il file /dev/bluetooth/rfcomm.conf:

mario@ninfa:-$ sudo vim /etc/bluetooth/rfcomm.conf

e aggiungervi una sezione simile a questa:

rfcomm0 {
bind no;
device 00:11:22:33:44:55;
channel 1;
comment “il mio telefonino bello bello”;
}

Ovviamente i valori di device e channel devono essere impostati correttamente. Salviamo e chiudiamo il file. A questo punto per avviare la connessione è sufficiente digitare:

mario@ninfa:-$ sudo rfcomm bind /dev/rfcomm0

E per terminarla:

mario@ninfa:-$ sudo rfcomm release /dev/rfcomm0

Senza doversi ricordare indirizzo o canale. Comodo, no? Esiste infine una terza strada: nel file rfcomm.conf modificato prima, nella riga bind della sezione che abbiamo aggiunto mettiamo yes invece di no: in questo modo il computer tenterà automaticamente di connettersi al cellulare ogni volta che questo sarà vicino e col bluetooth attivo. Per questi esperimenti è in effetti inutile, ma potrebbe risultare utile in futuro.

Beh, per ora è tutto, spero di essermi spiegato bene. Se avete dubbi non esitate a scrivere nei commenti, farò il possibile per rispondere. Ciao a tutti!

Online (..mobile..) bookmarking

Oggi ho incontrato sulla mia strada la necessità di creare dei bookmark, dei segnalibri di risorse web di cui avrei avuto bisogno in seguito. Beh, oddio, la funzionalità “aggiungi ai preferiti” la conosciamo e usiamo tutti dai tempi delle caverne (..quando gli uomini erano uomini e programmavano in Cobol..), ma la differenza era che stavolta volevo i miei bookmark salvati in rete, per potervi accedere da qualunque computer stessi utilizzando. E, cosa ancora più delicata, volevo poterci accedere dal browser del cellulare. Le fasi sono quindi due:

  1. scoprire un servizio (web-based) in grado di archiviare i miei bookmark.
  2. scoprire un modo per accedervi comodamente dal cellulare.

Per quanto riguarda la prima fase, mi sono diretto subito verso Del.icio.us, che credo sia il più noto servizio di bookmarking al momento disponibile in rete. Come da definizione, tale servizio prevede (dopo aver creato gratuitamente un utente, procedura che si sbriga in meno di 30 secondi) la possibilità per ciascuno di salvare i propri “preferiti”, per averli sempre a disposizione. In realtà il servizio lavora su un livello più alto, quello sociale, sfruttando un sistema di tagging e condivisione dei bookmarks, ma al momento non mi voglio concentrare su quegli aspetti (comunque interessanti).

Per sfruttare al meglio questo servizio ho accettato di installare la Firefox Toolbar di Delicious; essa consiste di una toolbar aggiuntiva (in cui sono visualizzati gli ultimi bookmarks che ho creato), tre pulsanti nella toolbar principale di firefox (per accedere a Delicious, visualizzare i mie bookmarks o aggiungerne uno nuovo), una nuova voce di menu e alcune funzionalità interessanti di integrazione; la cosa più interessante è senz’altro il fatto che quando “aggiungo ai preferiti” una pagina il browser mi chiede direttamente se voglio anche aggiungerla ai miei preferiti di Delicious senza ulteriore fatica. In questo modo il processo di aggiunta di segnalibri a Delicious è praticamente trasparente.

Ora i miei segnalibri sono a disposizione online. Purtroppo però c’è un problema: le pagine di Delicious non sono affatto ottimizzate per la visione con un browser mobile, sul quale risultano particolarmente scomode. Nasce quindi la necessità di trovare soluzioni alternative.

La prima soluzione possibile è utilizzare la visualizzazione in feed html: Delicious mette a disposizione delle API per richiamare i bookmarks sotto forma di una lista in html, che a questo punto risulta facilmente visualizzabile anche da sistemi limitati. E’ anche possibile configurare questa lista, ad esempio scegliendo cosa visualizzare o il numero di elementi da mostrare per ogni pagina. Per ulteriori informazioni vedi questa pagina di spiegazioni.

Però non sono soddisfatto: voglio qualcosa di più elegante. E quel qualcosa esiste, fa proprio al caso mio e si chiama Mobilicio.us: questo servizio accede ai miei preferiti su Delicious (devo inserire nome utente e password, ovviamente) e me li visualizza in una pagina già formattata per browser mobile. Non solo, ed è questa la cosa più bella: quando clicco su un bookmark, Mobilicious automaticamente mi redireziona verso l’indirizzo salvato passando attraverso Google Mobile, il quale formatta la pagina di destinazione in modo che sia anch’essa comprensibile dal browser del cellulare. Basta accedere a http://mobilicio.us del browser del cellulare, senza necessità di registrazione (è comunque possibile registrarsi, per salvare i dati di accesso dei propri servizi di bookmarking online su un unico account Mobilicio.us).

In questo modo risolvo due problemi in uno: poter accedere ai miei bookmark e averli in un formato il più possibile amichevole col mio browser. Un’altra nota interessante: di default Mobilicio.us visualizza solo i bokmark che hanno il tag “mtag”; in questo modo posso selezionare quali link mi occorre avere a disposizione sul cellulare e quali no. Ovviamente esiste sempre l’opzione “mostra tutti i bookmark”.

Con questo ho concluso, spero che la guida sia stata utile a qualcuno.. saluti!

Navigare con l’UMTS e spendere poco :-)

Ieri ho deciso di dare al mio nuovo cellulare una marcia in più: la connessione alla grande rete. Avendo una scheda della tre, mi sono documentato sulle offerte di codesto operatore. Purtroppo in Italia il cartello delle compagnie telefoniche e la fondamentale ignoranza e noncuranza del cittadino medio nei confronti della connessione al mondo esterno limitano enormemente le possibilità di accesso alla rete: di offerte flat neanche a parlarne. Però in tutta questa desolazione indegna di un paese civile qualcosa di buono c’e ancora: la Tre propone infatti l’opzione Naviga 3. Tale opzione, attivabile sia su abbonamenti sia su ricaricabili, propone una connessione a limite giornaliero di traffico. Le offerte al momento sono due:

  • 3 euro, sette giorni a 100 megabyte di traffico al giorno
  • 9 euro, trenta giorni a 50 megabyte di traffico al giorno

Per attivare l’offerta basta chiamare il numero gratuito 4321 e navigare attraverso i menu (la prima scelta è 2, le altre non mi ricordo ma sono ben spiegate dalla voce guida). Una volta attivata arriverè un sms per avvisare che l’offerta sarà attivata entro 24 ore, e dopo un pò un altro sms a conferma che l’offerta verrà attivata a mezzanotte.

Una volta attivata l’offerta, resta un ultimo problema: l’offerta Naviga3 è destinata solo al traffico di dati generato utilizzando il telefono come modem per un computer (altro utilizzo molto interessante, ma fuori dagli scopi di questo post). Per l’esattezza, il collegamento viene avviato dal computer connesso (via cavo o bluetooth) attraverso un apposito software. Tutto questo è molto strano: perchè posso sfruttare la connessione dati per un computer, e nn per navigare col cellulare? Ovviamente non ci sono limitazioni di carattere tecnologico, di conseguenza sono tutte motivazioni di carattere squisitamente commerciale ed economico; poichè pago per il traffico dati, il mio personalissimo punto di vista è che quel traffico posso sfruttarlo come meglio mi aggrada. Per sfruttare la connessione con i programmi installati sul cellulare (a partire dal browser integrato), è sufficiente creare un nuovo punto di accesso (su Symbian S60v2: Strumenti -> Impostazioni -> Connessione -> Punti di Accesso -> pulsante Opzioni -> Nuovo punto di accesso -> Usa impost. predef.) e utilizzare le seguenti impostazioni:

  • Nome connessione: uno qualsiasi (tipo “Naviga3″, così lo distinguiamo)
  • Tipo di trasporto dati: dati a pacchetto
  • Nome punto di accesso: naviga.tre.it (questo è il punto più importante)
  • Nome utente: nessuno (lasciare in bianco)
  • Richiesta password: No
  • Password: nessuna (lasciare in bianco)

A questo punto basterà utilizzare sempre questo nuovo punto di accesso per navigare, e il traffico generato sarà quello a disposizione grazie all’opzione Naviga3. Per sicurezza conviene fare qualche prova di navigazione col browser integrato, e di volta in volta andare a verificare il traffico residuo per verificare che non stia succedendo qualcosa di brutto. Ah, dimenticavo: il traffico dell’offerta è valido solo sotto copertura 3G: per carità state attenti a non navigare in roaming, le tariffe sono al limite dell’usura!

Per verificare il traffico consumato (e controllare di non aver sforato) è sufficiente chiamare il 4330, e selezionare l’opzione 2.

Blocco Tastiera Automatico su Symbian S60

Quante volte vi è capitato di avere un cellulare con layout candybar (per intenderci, quelli che NON si chiudono) e metterlo in tasca senza bloccare la tastiera? E quante volte, a seguito degli eventi precedentemente descritti, vi è capitato che il vostro credito servisse a finanziare una involontaria telefonata a un vostro amico che in questo momento si trova a lavorare in Egitto (con scheda del luogo, ovviamente)?

Se proprio non è andata così sono comunque pronto a scommettere che almeno una volta in vita vostra vi è “scappata” una telefonata a causa di una tastiera che si è presa troppe libertà.. il risultato può variare dal leggero fastidio all’aperto imbarazzo, passando per una fitta alla chiappa destra (proprio in corrispondenza del portafogli), ma comunque è sempre qualcosa di spiacevole…

Se avete un cellulare che supporti l’installazione di applicazioni la soluzione migliore è trovarne una che si occupi di tentare di evitare tale seccatura.. facendo una ricerca tra le applicazioni Symbian S60 ne ho viste parecchie, ma perlopiù a pagamento (gira poca roba buona e veramente aggratis per symbian, uffa) o incomplete o semplicemente brutte.

Poi mi sono imbattuto in AutoLock, e mi è tornato il buonumore. Simpatica applicazione nativa Symbian S60, gratuita, disponibile in due versioni (una per S60 v1 e v2, una per S60 v3); si scarica direttamente dal sito web col cellulare, si installa in un secondo ed è già attiva. L’unico segno della sue esistenza è la sua icona nel menù principale: basta selezionarla, inserire il numero di minuti e secondi dell’autolock, e il gioco è fatto. Testata su Nokia 6630 funziona alla perfezione. Consigliata!

Ps: per eliminarla è sufficiente disinstallarla con il Gestore Applicazioni e riavviare il cellulare.

Rimettere a nuovo un Nokia 6630

Settimana scorsa ho avuto la fortuna sfacciata di fare un affarone: mi sono portato a casa un Nokia 6630 UMTS per meno di 35 euro!!

L’affare è stato concluso su ebay, al costo di poco più di 20 euro + 10 di spedizione.. naturalmente (dato il prezzo esiguo) il telefono era in vendita come “non funzionante”: secondo quanto dichiarato dal venditore il dispositivo rifiutava di avviarsi, rimanendo bloccato all’accensione sulla schermata iniziale bianca con il logo della Nokia. Ho supposto che si trattasse di un problema software, quindi non hardware, e fortunatamente i fatti sembrano avermi dato ragione.

Appena ricevuto il gioiello l’ho connesso alla JAF flash box e ho tentato di sistemarlo; purtroppo non è stato un procedimento immediato. Per prima cosa il sistema si bloccava tentando di fare il controllo del modello (il pulsante “INF”, per chi sa di cosa sto parlando). Lamentava di non riuscire a mettere il telefono in “local mode”, la modalità richiesta per l’acquisizione di informazioni.

Ho fatto varie supposizioni: poteva essere un problema di cavo o di firmware. Ho smontato il cavo e ho verificato le connessioni e i valori dei resistori grazie a uno schema reperito in rete. Sembrava tutto in ordine, compresa una resistenza indicata come opzionale e per questo spesso trascurata (non nel mio caso). Alla fine non restava che il problema software: dopotutto il firmware del telefono era FUBB (Fucked Up Beyond Belief), quindi nulla di più facile.

Fortunatamente la modalità di flashing non era bloccata da questa mancanza, quindi ho deciso di flashare il telefono scegliendo a mano i binari (normalmente infatti il sistema è in grado di identificare le versioni corrette a partire dalla versione del telefono). L’operazione di flashing manuale “alla cieca” è sempre un pochino rischiosa, dato che flashare un telefono BB5 (come nel mio caso) con una versione molto diversa può danneggiarlo in modo irrimediabile, ma in questo caso è andata bene: una versione generica del file MCU (firmware del processore) e la versione italiana del file PPM (file di localizzazione) hanno potuto rimettere in sesto il telefono!

Phone Type: UNKNOWN
FILES SET FOR FLASHING:
MCU Flash file: C:\Programmi\Nokia\Phoenix\products\RM-1\RM1_6.050340_B4.C0R
PPM Flash file: C:\Programmi\Nokia\Phoenix\products\RM-1\RM1_6.050340.v04
CNT Flash file: NONE
APE Variant file: NONE
Languages in ppm: English,German,Italian

Successivamente, è stato possibile accedere alla versione esatta del sistema e con essa riprogrammarlo con il suo firmware giusto (senza molte differenze rispetto al precedente, che comunque sembrava funzionare perfettamente).

Reading…
Phone type: RM-1, Software version: 04wk47_m_v14.2
IMEI: [...affari miei...]
APE Ver: (null)
Variant Ver: (null)
Product Code: 0527801

Per ora sembra funzionare a dovere.. ho fatto un pò di prove con una vecchia scheda tre, e i risultati sembrano ottimi: chiamate, messaggi, tutto funzionante.

Unico problema: il tasto di accensione sembra non funzionare a dovere. In particolare risulta impossibile spegnere il telefono: appena inserisco la batteria questo si accende, e tenendo premuto il tasto di accensione in realtà si blocca ma il monitor rimane acceso, l’unico modo per spegnerlo è rimuovere la batteria. Inoltre il tasto stesso ha un comportamento bizzarro: una pressione di tale tasto dovrebbe mostrare il menu delle modalità (spegni, blocca tastiera, normale, silenzioso, riunione, ecc..); invece una semplice pressione non ha alcun effetto, mentre una pressione un pochino più prolungata ha l’effetto di mostrare il menu e attivarne immediatamente la prima voce, provocando lo spegnimento (o presunto tale, come spiegato sopra).

Ho smontato il telefono e verificato con il tester che non si tratta di un problema meccanico o elettrico al pulsante. Supponendo che non possa essere un problema di firmware, non rimane che un subdolo guasto hardware al sistema di alimentazione. In ogni caso la cosa non mi crea problemi: non spengo mai il telefono (la notte mi limito a metterlo in modalità silenziosa) e per bloccare la tastiera c’è la comoda combinazione “tasto di selezione sx + asterisco”.

Complessivamente il telefono funziona ottimamente, tanto che ho deciso di renderlo il mio telefono principale (quando avrò finito di farci esperimenti per la tesi). Vi farò sapere cosa scopro man mano ci giocherello!

Flashing a Nokia 3650

Stasera per la prima volta sono riuscito a giocherellare un pò con la Odeon J.A.F. Box, di fresco acquistata dal dipartimento di elettronica dell’università di Brescia per la mia tesi. Era già passata tra le mie zampe 10 giorni fa, ma allora l’avevo rispedita indietro in garanzia (essendo che nn funzionava). Invece ora è tutto ok, e posso iniziare a fare esperimenti malvagi.

Per prima cosa: che roba è la JAF box? Per i dettagli tecnici vi rimando al sito del produttore, ma per essere vaghi direi che si tratta di un dispositivo USB in grado di interfacciarsi a telefoni (nella fattispecie della Nokia) attraverso l’interfaccia di debug, e attraverso questo collegamento e grazie ad un apposito software eseguire una serie di operazioni su detti telefoni. A seconda del modello si va dalla semplice rimozione del sim lock (il blocco che lega un telefono a una specifica sim) fino al reset alle impostazioni di fabbrica, passando per l’estrazione del contenuto della memoria (di quest’ultima parte si avvale il mio lavoro di tesi) e il flashing completo del dispositivo. Quest’ultimo significa in poche parole ripulire completamente i banchi di memoria del telefono fino all’ultimo byte (togliere tutto tutto, compreso il sistema operativo originale) e caricare qualcos’altro.

Stasera ho utilizzato questa procedura per rimettere in funzione un vecchio Nokia 3650, ormai da tempo considerato spacciato. All’accensione infatti il povero rottame rimaneva fisso sullo schermo bianco con logo Nokia, e non era in grado di avviare il sistema: tipico problema software, portare centro assistenza, lasciare giù 30-40 euri al commesso di turno che te lo resetta. E invece questa volta sono 30-40 euri in meno alla Nokia, che lucrando sul monopolio di fatto sull’iPhone ne ha accumulati fin troppi, ultimamente.

La procedura è stata semplicissima, dato che avevo già installato il software (JAF software, ovviamente) e i driver di tutto. E’ bastato collegare la scatoletta magica al computer, connettere il cellulare con l’apposito cavo (da inserire al posto della batteria, la porta di debug è infatti sotto quest’ultima), scaricare dal sito del supporto il file

NHL-8_dp_v1.00_C1_3650_Eu_Af_4.17_MCUSW_RD7.8-Jun22-144847.exe

che contiene il firmware per il 3650 (nome in codice NHL-8) e avviare il software JAF:

Premere il pulsante “INF” (per verificare la connessione e far riconoscere al software il modello di telefono):

[...20 righe di informazioni interessanti...]
Phone type: NHL-8, Software version: 4.17, Language Pack: 02
[...altre 20 righe di informazioni interessanti...]

selezionare dal menu a tendina l’INI file (ovvero il file contenente la configurazione dei binari da flashare nella varie memorie del telefono: seleziono la versione standard con pacchetto lingua in italiano), selezionare anche la casella “Unlock” (per evitare che il telefono rimanga bloccato su una specifica SIM o su un particolare gestore, dipende dal firmware) e premo il pulsante FLASH! Il sunto del log dell’operazione (che consta di un centinaio di righe, a occhio e croce) è qualcosa del genere:

Erasing…
Writing…
Restarting MCU…
Booting phone…
Erasing PPM…
Writing…
Restarting MCU…
Flashing Done!
Operation took 6 minutes 22 seconds…

After flash processing…
Waiting for phone to boot…
Reading…
Unlocking…
Checking locks…
Lock 1: OPEN Lock 2: OPEN Lock 3: OPEN Lock 4: OPEN Lock 5: OPEN

Done!

I risultati sono evidenti: il telefono funziona come nuovo!

PicciMario 1 – Nokia 0.