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TorrentFlux: un sistema automatico per scaricare torrent

Pubblicato da piccimario su Novembre 20, 2008

I torrent (di cui parlo diffusamente qui) sono ottimi per scaricare materiale voluminoso (e legale, ovviamente!!). Presentano però un problema: un download richiede tempo (da qualche minuto a qualche giorno, a seconda delle fonti disponibili), e per tutto questo tempo il computer deve rimanere acceso e connesso alla rete. Inutile dire che richieste del genere non si adattano troppo bene a chi come computer possiede un portatile; d’altra parte, il computer di casa risolve questi problemi ma pone una problematica diametralmente opposta, ovvero il fatto che, essendo un computer “fisso”, per forza di cose se devo interagire con esso mi devo spostare fisicamente nella sua posizione, in genere occupata dal grosso sedere di un familiare intento a giocare a FootBall Manager.

La soluzione ideale sarebbe un sistema che gira sul computer fisso (o meglio, su un server) e si occupa di gestire i download mediante il suo client torrent, mettendo a disposizione dell’utente un’interfaccia web (quindi raggiungibile da tutta la rete locale e, volendo, da tutto il mondo) per l’inserimento di nuovi torrent o la gestione dei download già avviati.

Un sistema che fa esattamente quello che ho scritto sopra esiste e si chiama TorrentFlux. E’ progettato per essere installato in un server linux (penso possa girare anche sotto winzoz, ma la sola idea mi traumatizza) e usa interfacce web realizzate in php/mysql.

L’installazione non è banale ma nemmeno troppo complicata. Per prima cosa i requisiti, ovvero quanto deve essere già presente sulla macchina.

  • Un server web che supporti il php (Apache va più che bene)
  • Un database SQL (come MySQL)
  • PHP 4.3 o superiore
  • Python 2.2 o superiore

Normalmente un server ha già tutte queste cosette. Se il nostro non ce le ha, possiamo installarle molto semplicemente:

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
sudo apt-get install apache2 php5 libapache2-mod-php5
sudo apt-get install
mysql-server libapache2-mod-auth-mysql php5-mysql
sudo apt-get install python
sudo /etc/init.d/mysql restart
sudo /etc/init.d/apache2 restart

(spero di non aver dimenticato nulla). A questo punto dovremmo avere tutto quello che ci occorre, passiamo all’installazione di TorrentFlux. Scarichiamo la “current version” dalla pagina di download. Apriamo un terminale e posizioniamoci nella cartella dove è avvenuto il download.

tar -xvzf torrentflux_2.4.tar.gz (il nome potrebbe essere diverso)

Prima di proseguire dobbiamo predisporre il database su cui lavorerà TorrentFlux. Supponendo di avere installato mysql, iniziamo creando un database di nome, per l’appunto, torrentflux:

mysqladmin -u root -p create torrentflux

a questo punto verrà richiesta la password dell’utente root di mysql. A seconda della distribuzione, la password è in bianco oppure corrisponde alla password dell’utente amministratore del server.

(ps: se la password è in bianco, conviene prendere tempo ora e pensare a modificarla:
mysqladmin -u root password nuovapassword
(verrà chiesto di inserire la vecchia password per conferma)
)

Una volta creato il database, provvediamo a popolarlo mediante il file di comandi già bello e pronto nella cartella di installazione di torrentflux:

mysql torrentflux < torrentflux_2.4/sql/mysql_torrentflux.sql

Se tutto è andato per il verso giusto, il prossimo passo è modificare il file di configurazione di torrentflux:

sudo vim html/config.php

In questo file cerchiamo la riga

$cfg["db_pass"] = “”;

e tra i doppi apici prima del punto e virgola inseriamo la password dell’utente root di mysql. Salviamo e chiudiamo. L’ultimo passo è piazzare la cartella del programma in un posto dove sia raggiungibile facilmente attraverso apache. Potremmo cambiargli nome, per prima cosa: io la chiamerò “torrent”.

sudo mv torrentflux_2.4/ torrent/

Spostiamo il tutto nella cartella di lavoro di apache2, che nel mio caso (Ubuntu) è in /var/www:

sudo mv torrent/ /var/www/

Assegniamo per stare sicuri la proprietà di tutta la cartella all’utente di apache2, (nel mio caso www-data):

sudo chown -R www-data /var/www/torrent/

A questo punto possiamo puntare il nostro browser sull’interfaccia del programma. E’ sufficiente inserire nella barra dell’indirizzo del browser

http://ip.del.server/torrent/html

(se non sappiamo l’IP del server possiamo vederlo col comando “ifconfig”; teniamo presente che potrebbe cambiare col passare del tempo, ma d’altra parte se stai installando questa roba su un server vuol dire che sai perfettamente di cosa sto parlando :-) ).

Per accedere è necessario inserire le credenziali del superutente, che di default sono pari a quelle per l’accesso al database: “root” come utente e la password root di mysql come password. Per prima cosa conviene creare un utente per l’uso comune, a cui possiamo comunque dare in fase di creazione i permessi di amministrazione.

Per iniziare conviene fare un salto nell’interfaccia di configurazione: pulsante “admin” in alto a destra, poi click su “settings” nel menu in alto. Tra le impostazioni cui dare un occhio vi sono sicuramente:

  • Path: la cartella di destinazione dei download. Deve appartenere a (o quantomeno essere scrivibile da) l’utente in cui gira apache (in Ubuntu è l’utente www-data).
  • Max Upload Rate
  • Max Download Rate

A questo punto (dopo aver salvato le impostazioni) l’interfaccia utente è talmente semplice da usare che non sto nemmeno a parlarne.

sc21_01

Vi dico solo che abbiamo a che fare con un sistema completo e molto ben studiato, che ben si adatta sia al singolo sia a un gruppo intero di utenti indipendenti, con code, priorità e cose così. Ma penso che la cosa migliore per rendersene conto sia fare qualche esperimento.

Per chi invece vuole iniziare a scaricare indico immediatamente i primi due campi di testo in alto a sinistra:

  • Il primo permette di uploadare dal computer locale un file .torrent
  • Il secondo permette di specificare un file torrent trovato in rete mediante il suo indirizzo, provvederà torrentflux a scaricarselo.

In ogni caso i file corrispondenti ai torrent attivati appariranno nell’elenco sottostante; i file appena inseriti normalmente sono fermi, per avviarli è necessario cliccare sul pulsante verde alla loro destra. Et voilà!

E la cosa bella, ormai l’avrete capito, è che anche se chiudo il browser il sistema continua silenziosamente a funzionare, a scaricare, scaricare.. materiale legale, materiale legale, mettetevelo in testa, materiale legale…

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AmuleGUI (e anche aMule, volendo) sotto MacOsX

Pubblicato da piccimario su Febbraio 25, 2008

logo amuleAmuleGUI è un’utility utilizzata per connettersi in remoto a una sessione di aMule ospitata su un server e priva di interfaccia grafica propria. Tale utility fornisce una comoda interfaccia in tutto e per tutto uguale a quella dell’aMule stesso.

Purtroppo non esiste una versione MacOs di tale bellissima utility; ma trattandosi di software open source nulla ci vieta di compilarcelo apposta per noi Mac User snobbati dal mondo :-) .

Per prima cosa è necessario predisporre l’ambiente di lavoro, ovvero il sistema di compilazione XCode. Per questo passo vi rimando a un mio precedente post, dove spiego tutto in dettaglio.

Successivamente è necessario installare le wxwidgets, delle librerie grafiche che saranno richieste nella successiva compilazione. Scarichiamo da qui il pacchetto wxmac (meglio la 2.6.4 invece che la più recente, dato che mi hanno segnalato problemi). Scompattiamo il file compresso, entriamo nella cartella da terminale e installiamo il tutto come ci insegnano i nostri cugini linux user:

./configure

make

sudo make install

A questo punto, dopo gran lavoro e gran girare di ventole, la libreria dovrebbe essere correttamente compilata e installata nel nostro sistema. Il passo successivo è compilare amuleGui, che è distribuito insieme al sorgente di aMule vero e proprio. Quindi iniziamo scaricando il suddetto sorgente da qui (aMule releases -> latest version -> sourcecode).

Scompattiamo il file in una cartella, e compiliamolo con i seguenti comandi:

./configure – -enable-amule-gui – -with-wx-config=/usr/local/bin/wx-config

make

A questo punto, se tutto è andato per il verso giusto, nella cartella attuale /src dovrebbe esserci l’eseguibile amulegui (oltre che ovviamente l’eseguibile amule, nel caso volessimo usarlo in locale). Tali files però non funzionano a dovere se lanciati da terminale, dobbiamo quindi metterli in un bundle (ovvero una cartella .app che apparirà come un’icona da doppiocliccare per avviare il programma). Molto semplicemente:

mkdir -p amulegui.app/Contents/MacOS

cp src/amulegui amulegui.app/Contents/MacOS

mv amulegui.app /Users/[mio utente]/Desktop

Et voilà! Come per magia abbiamo sul desktop l’icona di amulegui, pronta per essere eseguita! A questo punto verifichiamo che l’icona funzioni correttamente, dopodichè possiamo tranquillamente cancellare la cartella dei sorgenti di amule che avevamo precedentemente scompattato.

Fatto! E mi raccomando: niente materiale protetto da copyright! ;-)

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Bittorrent da riga di comando – Mac e Linux

Pubblicato da piccimario su Gennaio 13, 2008

Un’altro post dedicato alla nobile arte di scaricare materiale assolutamente LEGALE da internet mediante il sistema torrent; nel precedente post sull’argomento ho spiegato cosa sono i torrent e come scaricarli con un semplice programmino da interfaccia grafica; adesso voglio provare qualcosa di più: utilizzare un client da riga di comando.

Leggi il seguito di questo post »

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Bittorrent sotto Mac

Pubblicato da piccimario su Dicembre 13, 2007

Spesso nella vita arriva il momento in cui un utente deve scaricare qualcosa dalla rete, normalmente qualcosa di voluminoso.. e per farlo il modo più comodo è (a mio avviso) usare il protocollo BitTorrent.

Innanzitutto, cos’è il torrent, e come funziona? Sicuramente molti di voi hanno già usato programmi p2p quali emule, amule, kazaa o winmx per scaricare dalla rete contenuti perfettamente LECITI e LEGALI. Con questi programmi è tutto molto semplice: apri la finestra di ricerca, scrivi il nome del file che vuoi scaricare, ci fai click sopra e aspetti. Il torrent sfrutta un metodo un pochino diverso, e a prima vista più laborioso (in realtà non è così). Infatti il protocollo BitTorrent non prevede una funzione di ricerca, poichè tutte le informazioni necessarie al recupero di un singolo file o raccolta di files sono contenute in un particolare file accessorio, caratterizzato dall’estensione .torrent. Quindi se voglio scaricare qualcosa in questo modo dovrò prima cercare (su siti specializzati, o vagando per la rete) il file torrent, e poi darlo in pasto a un programma che si occuperà di scaricare i files descritti nel torrent. Una lista di siti presso i quali procurarsi i torrent è qui. Ricordiamo naturalmente che è illegale scaricare materiale protetto da copyright, ovviamente ci sono un sacco di altre cose perfettamente legali da scaricare e altrettanto interessanti. Ulteriori informazioni tecniche sul protocollo sono disponibili ovviamente qui.

Una volta capito come funziona, passiamo a implementare il tutto procurandoci un “client torrent”, ovvero un programma che si occuperà del lavoro sporco. Per mac io mi sono trovato molto bene con Tomato Torrent, un programma dalla simpatica icona a pomodoro, nonchè l’utile caratteristica di essere opensource. Scaricarlo è questione di un minuto, e poi si può subito cominciare ad utilizzarlo.

tomato ui

L’interfaccia d’uso è comoda e immediata, e le funzioni che a noi interessano sono bene in evidenza: “Open Torrent File”, che ci permetterà di selezionare un torrent che avremo preventivamente salvato sul nostro hard disk, e “Open Torrent URL”, che ci permetterà di usare un torrent trovato in rete senza nemmeno doverlo scaricare. Una volta fatto ciò, si aprirà una nuova finestrella che mostrerà l’avanzamento del download. Ps: non preoccupiamoci se il download non parte subito e quando parte è lentissimo: è normale.. Appena il sistema individua ulteriori fonti, la velocità inizia a crescere esponenzialmente.

tomato torrent downloading

Una cosa molto importantissimissima: il torrent basa la sua forza sulla condivisione: mentre scarico, non prendo i dati solo dal tracker (ovvero il computer da cui è iniziata la condivisione), ma anche da tutti gli utenti che stanno scaricando in questo momento. Anche io mentre scarico condivido la parte di file che ho già sul mio computer, a una velocità impostabile nella finestra di download. Inoltre la mia condivisione resterà attiva anche dopo il completamento del download, fino a quando non avrò chiuso la finestra; il mio consiglio è dunque di lasciare tale finestra aperta il più possibile, anche una volta scaricato quando desiderato, per contribuire a rendere il torrent un servizio migliore per l’intera comunità.

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