Proud to be an Italian?

And I’m proud to be an American
Where at least I know I’m free
And I won’t forget the men who died
Who gave that right to me
And I gladly stand up
. . next to you and defend her still today
Cause there ain’t no doubt I love this land
God bless the USA

(da “God Bless the USA“, Lee Greenwood)

Bellissima canzone. Ogni volta che la ascolto, però, mi sorge il dubbio: sarebbe possibile adattarla al popolo italiano? Sarebbe sensato scrivere una semplice traduzione letterale e sostituire “American” con “Italiano”, avrebbe ancora senso?

(qui seguiva un post polemico e malinconico, ma dopo averlo scritto mi sono accorto che non aveva alcun senso logico e l’ho cancellato. Accontentatevi di andare su TuTubo e ascoltare la canzone, ne vale la pena).

Buonanotte!

Copiare rubrica da MacOs a cellulare LG (don’t try this at home)

Dopo un paio di settimane in compagnia del mio nuovo cellulare LG U960 ho maturato l’idea che non esiste una soluzione di sincronizzazione efficace dei contatti dalla rubrica di MacOsX; il che per me è un problema, dato che ho in rubrica un centinaio di numeri e indirizzi email: d’accordo, non sono moltissimi, ma comunque TROPPI per essere copiati a mano, specie considerando il fatto che non siamo più nel medioevo e gli amanuensi sono passati di moda.

amanuensefun

Ho quindi passato la giornata (più per una questione di principio, in effetti) elaborando complicate strategie per tentare di esportare i miei contatti sul cellulare. Vi presenterò i passaggi che ho svolto, ma badate bene, l’obiettivo è solo di ridere della mia cocciutaggine: il procedimento è stato talmente astruso e arzigogolato che quasi conviene fare il tutto a mano…

Per prima cosa è necessario estrarre i dati dalla rubrica di MacOsX. Per fortuna qui ci viene in aiuto una simpatica applicazione free di nome “A to G” (Apple to Gmail). Lo scopo ultimo di questa applicazione è, come si capisce dal nome, l’esportazione della rubrica del Mac in Gmail, passando attraverso la creazione di un file csv (comma separater values). Noi ci accontenteremo di prendere questo file e utilizzarlo per i nostri scopi. Detto per inciso, ho provato anche a caricare il suddetto file su gmail e funziona perfettamente.

Questo file deve però essere trattato prima di poter tentare la sincronizzazione sul cellulare. Il primo passo è aprirlo con un editor di testo (ad esempio Smultron) e controllarne la struttura. In particolare una cosa può creare dei problemi: la presenza di ritorno a capo nei campi di testo. Come sappiamo, i file csv sono costituiti da record disposti in linea, separati quindi da caratteri di ritorno a capo. Può succedere, però, che anche all’interno della riga esistano dei ritorni a capo (ad esempio nel campo indirizzo, spesso composto da più righe), che quindi vengono interpretati come termine prematuro del record. La soluzione è, temo, correggerli a mano nell’editor di testo: per fortuna nella mia rubrica ci sono pochi indirizzi e ci ho messo poco.

Una riga del csv in cui si notano i newline indesiderati

Una riga del csv in cui si notano i newline indesiderati

Il passo successivo è ridurre il numero di campi per adattarli a quelli che effettivamente possono essere importati sul cellulare. il modo più sano è usare Excel (o l’equivalente OpenOffice): una volta importato il csv questo è visualizzato comodamente in tabella, ed è facile verificare quali colonne si possono eliminare (ad esempio perchè vuote o non significative) e quali debbono essere fuse con un gioioso drag&drop. Il csv che abbiamo esportato ha un mucchio di campi, mentre il software LG permette di caricare sul cellulare nome, 2 email, 5 numeri di telefono, uno o due indirizzi e poco più: regoliamoci di conseguenza ed eliminiamo quello che può essere eliminato.

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A questo punto la tabella excel epurata può di nuovo essere esportata come csv (file, salva con nome, ecc..). Ovviamente non può essere così semplice: poichè csv significa “Comma Separated Values”, ovvero “Valori Separati da Virgole”, il programma M$ com’è che produce il file in uscita? Come valori separati da PUNTI E VIRGOLA. Dico, non sono la stessa cosa, no? Beh, apriamo con un editor di testo e facciamo una bella sostituzione globale da punto e virgola a virgola. Eccheccazzo.

Altro dettaglio: adesso dovremo utilizzare il software LG per winzoz per sincronizzare i dati sul cellulare. No, purtroppo non si può fare in altro modo. No, non si può proprio fare in altro modo. No, se si poteva fare in altro modo ti pare che facevo tutto sto casino?

Dicevo, dovremo utilizzare il software winzoz, e quindi bisognerà modificare il file in modo che abbia i newline in formato Dos invece che Mac. Questo si può fare con l’editor di testo free TextWrangler, che nella finestra di salvataggio file ha l’opzione di scegliere il tipo di newline (che ovviamente impostiamo su dos).

A questo punto il peggio è passato. Andiamo sulla nostra macchina winzoz (o avviamo la macchina virtuale), connettiamo il cellulare…

nb: il pessimo software lg spesso non riesce a connettersi al cellulare, anche con tutti i driver installati (io come impostazioni uso cavo USB e porta COM3). In questo caso la soluzione più rapida è andare in Pannello di Controllo, installazione Hardware e lanciare la scansione di ricerca di nuovo hardware; rileverà che il cellulare è correttamente installato, e da quel momento ricomincerà a funzionare tutto (fino al successivo riavvio, mah..).

..copiamo il file csv preparato in precedenza nella macchina winzoz, apriamo LG Desktop e avviamo il Sync Manager (chissà perchè non se lo può avviare da solo). Connettiamo il cellulare, sincronizziamo, importiamo il csv:

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Importante a questo punto impostare le equivalenze tra i campi del csv e i campi della rubrica del cellulare; al massimo possiamo fare qualche tentativo e vedere i risultati dell’importazione. Se tutto è ok, ora è sufficiente lanciare la sincronizzazione e come per magia vedremo i contatti che vengono, finalmente, copiati sul cellulare.

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Ma si può dover fare tutto sto casino per copiare qualche numero su un cellulare? Eccheccazzo!

Questione di Coscienza

Lasciate che quella povera ragazza smetta di essere un appiglio per i perbenisti ipocriti e il clero ignorante.

Non dico “lasciatela morire”, poichè è evidente a tutti che è già morta da anni: la morte è quando si smette di vivere, non quando si smette di respirare.

E lasciate che la sua famiglia ricominci a vivere: sono le loro esistenze che meritano di essere tutelate, non la pseudo-vita di qualcuno che ci ha già lasciati da tanto tempo.

Se oggi il clero e i perbenisti vincono sul buonsenso (e sulla legge, non dimentichiamolo), avremo un ennesimo pericoloso precedente in questo paese già abbastanza idiota e ignorante. Un paese disposto a ignorare il buonsenso, i fatti, le evidenze mediche, la volontà della famiglia e una sentenza definitiva del nostro più alto organo giudiziario, in favore di un falso perbenismo e di valori etici di comodo che non gli faranno comunque dormire sonni tranquilli.

Che schifo.

Bella Italia

Non trovo le parole per iniziare questo post.. Ma non so nemmeno con che tono iniziare: dovrei forse porre l’accenno sullo sdegno, sulla perdita di fiducia nei confronti delle istituzioni, sul disgusto nei confronti della natura umana.. oppure iniziare con un tono sarcastico, come mi piace fare quando commento notizie particolarmente pesanti?

Boh.. purtroppo non ho la tessera dell’ordine dei giornalisti, quindi secondo il governo e le istituzioni del mio beneamato Paese non sono in grado (nè ho il diritto) di riportare notizie e commentarle.. E non avendo la tessera di qualche partito non vedo come potrei mai avere la tessera dell’ordine dei giornalisti, ma questa è un’altra storia.. (ecco, il terreno del sarcasmo a me così congeniale). Quindi vedo di tagliare corto.

Oggi il signor Marco Ahmetovic, un rom ventiduenne, è stato riconosciuto dalla cassazione colpevole di aver ammazzato quattro ragazzi il 24 aprile 2007 mentre guidava un furgone completamente ubriaco. Vorrei ricordare i nomi delle vittime: Davide Corradetti, Eleonora Allevi, Alex Luciani e Danilo Traini, tutti amici fra i 16 e i 18 anni. Dei ragazzini, che stavano andando da bravi amici a mangiarsi un gelato.

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E la giustizia italiana che pena gli ha inflitto? L’ergastolo? La sedia elettrica? L’amputazione di gambe, braccia e naso, seguita da verniciatura bianca e utilizzo dell’imputato come paracarro? No. Sei anni e mezzo di galera. La Corte Suprema aveva confermato la settimana scorsa un’altra condanno sempre al suddetto soggetto, 3 anni di galera per tentata rapina a mano armata.

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Cioè, fatemi capire. Sei anni per aver ammazzato quattro ragazzi innocenti, e 3 anni (la metà) per tentata rapina? Le vite di due ragazzi innocenti valgono quanto una tentata rapina? O sono io che non ho capito qualcosa?

Come nota ironica aggiungo che la difesa ha tentato (già perchè quest’uomo (se permettete l’esagerazione) ha avuto anche una difesa) di richiedere come attenuante “l’abitudine “socio-culturale” dei rom di bere alcolici“. Sto diventando razzista. Meno male che la cassazione ha respinto questa ridicola difesa, ma anche il solo fatto che sia stato possibile concepire una simile cagata mi autorizza ad essere un pò più razzista. Il buonismo cialtrone è morto, e se dire che i ROM sono un problema vuol dire essere fascisti, beh, allora sono fascista pure io. Da oggi.

Speriamo nella giustizia popolare.

Buonanotte.

La rete italiana in lutto per la morte della libertà d’espressione

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Sembra paradossale, ma è la realtá.
Anche il tuo sito/blog puó essere oscurato e tutti noi come Carlo Ruta possiamo essere condannati per stampa clandestina.
Infatti esiste una legge (N° 62 del 7/3/2001) che dice a chiare lettere che in Italia siamo tutti in situazione di illegalità.
E tu cosa vuoi fare? Aspettare che ti arrivi una denuncia perchè hai espresso le tue idee?
Se hai un blog, un sito, un forum in Italia rischi grosso, e noi ci rivolgiamo agli internauti di tutto il mondo perchè ci aiutino a difendere la nostra libertá di espressione. Ognuno deve dare il suo contributo aiutando a diffondere questo messaggio per difendere la neutralità e libertà di Internet.

Ed è fondamentale farlo ora.
Ora che il Parlamento italiano sta studiando una norma che metterebbe ancor di piú i bastoni tra le ruote di tutti noi che non usiamo questo mezzo per professione ma solo per passione e per far circolare le nostre idee.
Questa norma (DDL Levi) deve essere immediatamente ritirata e devono essere sottratti alla legislazione sull’editoria tutti i mezzi internet utilizzati per esprimere e diffondere informazioni ed opinioni se gestiti in forma amatoriale, indipendentemente dalla loro capacità di produrre profitti.
Hai ancora dubbi?
Ti basti sapere che l’On. Giulietti nel 2001, come relatore della Legge N° 62 dichiarò che:

La legge sull’editoria non ha mai avuto tra i suoi obiettivi quello di imbrigliare le attività editoriali sulla rete. Sono quindi falsi gli allarmi e le preoccupazioni diffusi in tal senso.”

A distanza di sette anni ed a causa di quella legge, uno di noi, Carlo Ruta è stato condannato per stampa clandestina ed il suo sito è stato oscurato. Le rassicurazioni di allora sono dunque state inutili come lo saranno quelle di ora.
Tu che ci stai leggendo, tu che sei uno di noi, non rimanere passivo.
Domani potrebbe capitare anche a te.
Facciamo sentire la nostra voce e coordiniamo insieme una lotta per poter continuare ad esprimere i nostri pensieri. A questo link troverai tutte le informazioni per fare anche tu la tua parte. Fai sentire a tutti il tuo grido di libertà.

No alla clandestinità, vogliamo la libertà.

Fastidi ridondanti

Oggi pomeriggio ero tutto concentrato nell’insultare l’insulso operatore telefonico che mi fornisce la connettività ADSL a causa della scarsissima qualità del servizio fornito in relazione al costo, quando squilla il telefono. Senza troppa convinzione alzo la cornetta.

Io: Pronto?

$TIPA: Salve, sono $TIPA del servizio clienti $OPERATORE. E’ la famiglia $MIOCOGNOME?

Io: (poco convinto) Uhm, si.

$TIPA: Salve! La chiamo per proporLe la possibilità di non pagare più il canone $NOTO_MONOPOLISTA.

Io: (evidentemente poco convinto) Wow…

$TIPA: Dunque, per cominciare, lei questa linea fissa la usa poco o molto?

Io: (ormai ho esaurito il finto l’entusiasmo, e cerco di abbreviare la noiosa chiamata): Poco…

$TIPA (per nulla intimorita): Ah. E l’ADSL? Ce l’ha già l’ADSL?

Io: si

$TIPA: flat?

Io: (non molla, eh?) si, flat.

$TIPA (adesso arriva il bello): ah, perchè se le interessa potrei farle una proposta interessante.. solo un secondo che verifico la sua copertura…

..un istante..

…uhm.. ah, ma qui vedo che Lei ha la NOSTRA linea ADSL…

…e che lei è già nostro cliente..

…e che già non paga il canone $NOTO_MONOPOLISTA…

Io (solo la pietà mi trattiene dallo scoppiargli a ridere in faccia): eh, si.

$TIPA (in evidente imbarazzo): ah.. uhm.. aspetti un secondo che devo controllare una co…

…musichetta imbarazzante…

A questo punto ho ovviamente riagganciato. Siete proprio messi male, eh? Perchè non provate a fornire un servizio decente che spinga la gente a passare a voi, invece di dover andare (malamente) a supplicarla?

La Teiera di Russell: la fede spiegata a chi non vuole capire

Ecco qualcosa che spiega perfettamente la mia idea di fede e religione, tratta da un illuminante articolo su Wikipedia, ad opera del filosofo Bertrand Russell:

“Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c’è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi.

Ma se io dicessi che – posto che la mia asserzione non può essere confutata – dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie.

Se, invece, l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità ed instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente.

Il motivo per cui la religione organizzata merita ostilità aperta è che, a differenza della fede nella teiera di Russell, la religione è potente, influente, esente da imposte ed inculcata sistematicamente in bambini troppo giovani per difendersi da sé.

Niente obbliga i bambini a trascorrere i propri anni formativi memorizzando pazzi libri che parlano di teiere. Le scuole sovvenzionate dal governo non escludono bambini i cui genitori preferiscono teiere di forma sbagliata. I credenti nella teiera non lapidano i non credenti nella teiera, gli apostati della teiera, i blasfemi della teiera. Le madri non mettono in guardia i loro figli sullo sposare dei pagani, i cui genitori credono in tre teiere invece che in una. Le persone che mettono prima il latte non gambizzano quelle che mettono prima il thè.”

E se qualche religioso ha qualcosa da dire, può parlare direttamente con il mio nuovo simbolo di fede, sua santità l’Invisibile Unicorno Rosa, che possano i suoi zoccoli non essere mai ferrati. Amen.

Parcheggiare a Lovere (e altre cazzate)

Parcheggiare a Lovere (wikipedia, mappa) è sempre più un’impresa disperata. Da che posso ricordare, i parcheggi sono sempre stati meno delle macchine. Punto. Trovare parcheggio nelle ore di punta è sempre stato difficile.

E l’amministrazione comunale che bella idea ha avuto per porre rimedio e venire in aiuto alla cittadinanza? Beh, ovviamente ha messo a pagamento quasi tutti i parcheggi del paese! La motivazione ufficiale è che se i parcheggi sono a pagamento migliora la rotazione, ovvero meno persone approfitteranno dei posti macchina come deposito a tempo indeterminato per le vetture. Secondo me è un’idiozia, ma d’altro canto non è la prima che vedo, quindi non mi stupisco più di tanto. Voglio dire, abitiamo in uno dei borghi più fottutamente belli d’Italia, mi spiego? Dovremmo incentivre il turismo, no? Ecco, invece il comune ha ben pensato di no. Dopo aver:

  • lasciato morire il “Palio dei Rioni”, bellissima manifestazione sportiva che si rifaceva ad antichissime origini ed era un modo per animare il paese e i suoi abitanti;
  • lasciato morire il centro storico, dove adesso la gente non passeggia più perfino di sera (forse perchè avete installato dei lampioni di design, sicuramente bellini ma che non illuminano un cazzo e avrete pagato uno sproposito (non voglio indagare su che legami ci siano mai tra chi ha progettato l’illuminazione comunale e chi vi ha venduto quegli obbrobri)). Una volta c’erano botteghe artigianali e turisti, adesso non c’è più nulla, e non so chi a parte il Comune avesse il dovere di preoccuparsene;
  • lasciato morire il mercato delle Sante (mercatino di bancarelle che si tiene ogni anno il 18 maggio per la festa delle sante Bartolomea e Vincenza, patrone di Lovere) che una volta si snodava lungo il borgo, era bellissimo e attirava un sacco di gente da fuori; adesso che il Comune ha proibito di farlo nel borgo (per colpa di qualche bigotto residente che si è lamentato, immagino) è stato ridotto e spostato nella piazza del porto (Piazza XIII Martiri), ed è ormai ridotto a un pugno di bancarelle (2 di indiani che vendono collanine, 3 o 4 di caramelle e un paio di magliette e borse: che cazzo di mercatino è rimasto?!?).
  • venduto elementi consistenti del patrimonio storico comunale senza che si sia ben capito a cosa sono serviti i soldi ricavati; una per tutte, Villa Luisa, un’enorme villa in passato sede degli uffici comunali ora venduta a un privato: si tratta però di una cosa a parte dato che, per magagne contrattuali (e a chi si può dare la colpa?) i soldi non sono ancora arrivati.
  • potrei continuare, ma penso di aver reso l’idea..

Ecco, dopo tutto questo hanno deciso di spaventare gli ultimi coraggiosi turisti rimasti mettendo a pagamento i parcheggi? Le cifre parlano di 665 posti macchina a pagamento a fronte di 152 liberi. Le tariffe si aggirano sui due euro (2!!!!) l’ora, come nemmeno nel centro di Milano. Certo, sono state previste agevolazioni e diverse fasce di costo: ad esempio i residenti possono richiedere la tessera per avere lo sconto del 50%, ed esistono posti destinati alla sosta prolungata con prezzi agevolati. Ma la faccenda è sempre la stessa: quello che prima non si pagava adesso si paga, e in cambio nulla, dato che il servizio non è migliorato, è sempre quello. E in barba a tutti i commercianti, a tutti i dipendenti, a tutti gli studenti che devono sostare per mezza giornata o per la giornata intera per cinque giorni alla settimana: il comune può anche nascondersi dietro quei dieci – venti posti a prezzo agevolato per la mezza giornata, ma è ovvio che la maggior parte della gente verrà puntualmente fregata.

E in barba a tutti i turisti che passano per il nostro bel lungolago e magari decidono di fermarsi a mangiare un gelato o fare una passeggiata: non c’è nulla di meglio di una serie di strisce blu per infastidire i potenziali parcheggiatori, e magari spingerli altrove (ci sono altre gelaterie e altre passeggiate in comuni più accoglienti, dopotutto).

Detto questo, penso che concluderò qui: tanto è tutto inutile. Ma vi lascio con una piccola perla, queste foto che documentano che la legge non è uguale per tutti, che quelli che partecipano a funzioni pseudo-religiose (i loveresi sanno di cosa parlo) possono fare quello che vogliono e i vigili girano amabilmente al largo, perchè sarebbe troppo imbarazzante mettere multe. Non fatevi ingannare dalla data sulle foto, anche se risalgono a più di sei mesi fa sono ancora attualissime. E pensare che basterebbero un paio di blitz di distribuzione di foglietti rosa per ripagare gli incassi di tutti i parcheggi a pagamento per un bel pò di tempo.

Eh, c’est la vie..

Epiphany

Sweeney: Era mio! La sua gola era qui, tra le mie mani!

Mrs Lovett: Su, su, calmatevi ora…

Sweeney: No, era mio! La sua gola era qui e adesso non tornerà mai più.

Mrs Lovett: Tranquillo, tesoro, tranquillo. Continuo a ripetervelo: che fretta c’è?

Sweeney: Quando!? Perchè ho aspettato? Voi mi avete detto di aspettare! E ora non tornerà più! C’è un buco nel mondo, come un grande pozzo buio, ed è pieno di persone piene di merda, e i vermi del mondo vi abitano.. ma non per molto.

Loro tutti meritano di morire. Dica lei il perchè, signora Lovett, dica lei il perchè. Perchè nell’intera razza umana ci sono due tipi di persone, solo due. Ci sono quelli che sanno stare al proprio posto, e ci sono quelli che mettono i piedi in testa agli altri. Mi guardi, signora Lovett, si guardi.

No, noi tutti meritiamo di morire. Perfino voi, signora Lovett, perfino io. Perchè le vite dei malvagi dovrebbero essere rese brevi; e per il resto di noi la morte sarà un sollievo. Meritiamo tutti di morire.

E non vedrò mai Johanna, no, non abbraccerò più la mia bambina – è finita! E va bene! Voi, signore, voi, signore, che ne dite di una rasatura? Venite dal vostro buon amico Sweeney! Anche lei, signore? Benvenuto nella tomba! Avrò la vendetta. Avrò la salvezza. Chi, signore, voi? Non c’è nessuno sulla sedia, avanti, avanti! Sweeney vi sta aspettando! Vi voglio, sanguisughe! Voi, signore, chiunque! Gentiluomini, non siate timidi!

Non un uomo, nè dieci uomini, nemmeno cento possono consolarmi! Io vi avrò! Lo avrò anche se mi supplicherà. Nel frattempo mi eserciterò su gole meno onorevoli.

La mia Lucy è ormai cenere, e non vedrò mai più la mia bambina. Ma il lavoro mi aspetta! Alla fine mi sento vivo! E pieno di gioia!!!!

Sweeney Todd, the Demon Barber of Fleet Street (the musical)