Erasmus: casini col piano di studi

Stamattina mi sono recato nell’ufficio della responsabile del mio piano di studi per un incontro riguardante l’erasmus: la cosa più delicata nelle faccende organizzative è ovviamente definire che esami mi mancano da fare qui a Brescia e come posso sostituirli con esami (per forza diversi) presso la struttura ospitante.

Secondo il ministero dell’istruzione, gli esami di un corso di ingegneria (come pure tutti gli altri, a quanto mi è dato di sapere) sono divisi in ambiti disciplinari molto ben circoscritti: abbiamo ad esempio corsi di base (matematica, fisica, ecc..), discipline ingegneristiche caratterizzati (nel mio caso esami di elettronica e simili), discipline ingegneristiche affini (corsi di natura ingegneristica ma non necessariamente legati alla disciplina caratterizzante il mio corso di laurea), esami a scelta ecc..
Sempre il ministero stabilisce che in italia un corso di laurea deve obbligatoriamente prevedere un tot numero di crediti formativi (CFU) in ciascun ambito didattico.

La prima cosa che ho fatto è stato naturalmente suddividere i corsi che ho fatto nei rispettivi ambiti disciplinari, e per ciascuno valutare quanti crediti mi mancano per potermi dire laureato. Fatto ciò, ho scoperto che mi mancano 5 crediti in discipline di base (matematica) e 15 crediti in discipline ingegneristiche affini. Per i crediti di matematica ho inserito un paio di corsi del supelec che prevedono un programma didattico simile a quello del corso che sostituisco (Analisi Matematica D). Per i 15 crediti invece mi sono dato alla pazza gioia: dato che si tratta di discipline “affini”, ho scelto una serie di corsi non direttamente legati ai corsi che vado a sostituire qui; ho messo un corso di astrofisica (qui non facciamo niente al riguardo, ma mi ha sempre interessato), un esame di interfaccia uomo-macchina (cose da informatici più alcuni interessanti nonchè importanti spunti di ergonomia e sicurezza dei macchinari), e cose così. E forte del fatto che questo elenco rispettava in tutto e per tutto le prescrizioni del ministero mi sono recato stamattina all’incontro con la responsabile, sperando in una rapida firma del learning agreement (il documento che sancisce l’accordo di cambio del piano di studi a favore dell’università estera).

E cosa ho scoperto? Ho scoperto che nonostante tutto sono CALDAMENTE invitato ad andare a parlare con i professori dei corsi che non faccio qui per avere la loro approvazione. Eh!? La loro approvazione? Ma non si era detto che erano discipline “ingegneristiche affini”? Mi è stata anche ventilata l’ipotesi che se scelgo corsi “esoterici” e i professori di qui non sono felici (poverelli!) potrei anche trovarmi a dover fare esami integrativi.. Eh!? Ma la comunità europea non ha stabilito che i crediti acquistati all’estero devono per legge essere riportati pari pari qui da noi?

Insomma, alla faccia dell’internazionalità presunta della mia università devo ancora andare a chiedere per piacere ai professori (dopo averli trovati e aver avuto un appuntamento da ciascuno, ovviamente) di “permettermi” di cambiare il mio curriculum per fare corsi che nelle università dei paesi più civili sono svolti mentre da noi no.

E, cosa peggiore, devo modificare la mia scelta di esami per ritornare a corsi più canonici (secondo gli standard della nostra uni), altrimenti dove la trovo la faccia tosta per andare da un profe a dirgli “salve, ho tolto dal piano di studi il suo corso perchè all’estero ne fanno un’altro molto più interessante.. le spiace?”!!!

E quei corsi che non hanno una diretta corrispondenza? Per quelli, a detta del mio responsabile, esiste una certa “elasticità” (tale termine a questo punto non può che far sorridere), ma comunque devo avere l'”approvazione” del professore interessato. Ma allora che apertura è?!?

Insomma, nel 2008 in italia abbiamo una scuola così arretrata che ogni “contaminazione” con l’estero dev’essere adeguatamente vagliata, consultata, smontata, rimontata e forse (speriamo) approvata. Si può dover perdere tempo su qualcosa di così banale? E rinunciare a fare qualche corso magari più interessante che per un motivo o per l’altro qui non posso seguire? E intanto ho iniziato la tesi da tre settimane e non ho ancora fatto una beneamata fava. Cazzo.

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