Day two, 21 giugno 2007

Sveglia alla solita ora (8), abbondante colazione e tutti giù n spiaggia! Fin da subito si è visto che c’era poco vento, quindi abbiamo optato per rimandare l’uscita in barca e piuttosto dedicarci alla manutenzione della spiaggia;; in particolare dovevamo uscire ad assicurare il corridoio di sicurezza, ovvero una fila di galleggianti a una decina di metri dalla spiaggia che delimitano la zona di sicurezza per i bagnanti nonchè lo spazio dedicato esclusivamente al passaggio delle canoe. O meglio, avremmo dovuto, dato che quando ormai eravamo già pronti a partire con maschera e cime è arrivato un lunatico fuori di testa perchè voleva a tutti i costi uscire in barca. Il classico pirla che si crede un esperto, con l’aggravante che era pure ingiustificatamente incazzato e gridava, col volto paonazzo. Per gli animatori è una situazione da “allarme rosso”, dato che un ospite lunatico e un pò cazzone come quello può in men che non si dica scatenare un putiferio e rovinare l’atmosfera in spiaggia. Ci siamo dunque messi in tre a farlo ragionare, ma quando si è messo a criticare anche il modo con cui abbiamo ormeggiato la barca e cose simili non ci ho più visto, mi sono messo davanti e gli ho detto che è stata una mia decisione per motivi di sicurezza dall’alto dei miei 16 anni di esperienza di vela, con lo sguardo duro; gli ho pure spiegato con parole semplici tali motivi, tanto che alla fine non ha più potuto dire nulla e si è limitato a  continuare a bofonchiare; il problema era tutto nel fatto che voleva uscre (nonostante il poco vento e la conseguente noia potenziale) solo perchè aveva visto che partiva il corso di windsurf dei bambini. “Eh, insomma, come può essere che c’è vento per i windsurf e non per la barca a vela?”. “Imbecille, non vedi che i bambini sono in acqua fino alla cintola a provare l’equilibrio sulla tavola senza vela, che cazzo di vento ci vuole per questo?” ho pensato, ma non c’è stato verso di farlo ragionare (come prevedibile). Per tagliare la testa al toro ho optato alla fine per concedergli l’agognata uscita in barca e rimandare i lavori in spiaggia. Alto prolema: il motore del gommone, che da giorni ci da problemi (probabile carburatore sporco) alla fine ha dato forfait, e i responsabili della manutenzione se la prendono molto, molto, molto comoda. Ci è toccato quindi far salire gli ospiti e poi remare (che tristezza) fino alla barca. Ho dato (come da regolamento) il giubbutto salvagente all’equipaggio: tre ospiti l’hanno indossato senza fiatare, il lunatico l’ha subito posato in un angolo; gliel’ho raccolto e gli ho gentilmente detto che sarebbe obbligatorio, e lui per tutto canto l’ha appoggiato altrove; normalmente su queste cose non transigo mai (anche per principio) ma in questo caso ho lasciato stare per evitare altre reazioni inconsulte. Per il resto l’uscita è andata tranquilla: il vento a tratti calava a zero (lasciandoci immersi in un’afa spaventosa), a tratti saliva uno spiffero che quantomeno ci rinfrescava. Il lunatico ha continuato a mettere le mani dappertutto per tutto il tempo (cazzare la randa mentre paolo tentava di lascare, mettere mano al timone disturbando le manovre) tanto che per farlo felice alla fine gli abbiamo fatto portare la barca per una bella mezz’ora. Quando ho visto questo omone sulla sessantina cominciare a sorridere e scherzare mi è passata un pò l’incazzatura: in fin dei conti la nostra missione nonchè più grande soddisfazione e fare felice la gente; però, ragazzi, certe volte è una fatica!!
Con questa uscita si è conclusa la mattinata. Rientro, mezz’ora di cazzeggio, pranzetto leggero e due orette dedicate a telefonata morosa, aggiornamento diario e pisolino ristoratore; infatti pare che stasera dopo lo spettacolo usciremo tutti insieme, e in questi casi non si torna mai troppo presto!
Dopo un breve ma significativo pisolino sono tornato in spiaggia, alle quattro. L’attività per fortuna si è svolta nel modo stabilito: grazie a un vento favorevole abbiamo subito iniziato i giri in barca e siamo riusciti a farne due, con nessun inghippo e grande soddisfazione dei fortunati ospiti. Come ulteriore nota positiva ho visto il responsabile del gommone accingersi alla riparazione, quindi sono fiducioso di trovarlo pronto per domani. Come nota negativa siamo stati costretti alla fine dei giri a tirare in spiaggia il nostro barcone (con grave fastidio alle nostre schiene): la direzione anomala del vento lo spingeva (pur sempre legato all’ormeggio) in una posizione tale da disturbare una delle barche ormeggiate al nostro molo, e per evitare problemi, mugugni o la concreta possibilità di doverci precipitare a spostarlo all’ultimo abbiamo optato per tagliare la testa al toro e levarlo dai piedi subito.
Ritorno all’appartamento, doccia, vestiti “free” e cena. Poi la serata: per la sera era prevista serata varietà, ovvero un misto di coreografie e alcuni sketch di cabaret. E’ venuta bene, anche se la gente, come al solito in questo villaggio, alle 10 e mezza ha iniziato a lasciare la sala (dopotutto molte sono famiglie con bambini piccoli, è comprensibile). Dato che sono qui da poco e non ho potuto prepararmi per alcun pezzo non ho preso parte all’attività, e mi sono quindi riciclato come cameraman filmando il tutto con la videocamera di ciccio (il quale ho scoperto avere degli spettacolari video dell’anno scorso, in particolare delle mie performances teatrali nelle vesti del cattivo come non mai Frollo). Peccato che la batteria sia terminata 10 minuti prima della fine dello spettacolo, mannaggia!
Dopo la conclusione della serata e la buonanotte agli ospiti la cattiva sorpresa: il direttore era irreperibile e con lui le chiavi del pulmino del touring, l’unico mezzo che ci avrebbe potuto permettere di scendere in paese. Disdetta e dolore: e adesso a mezzanotte chi ha voglia di dormire? Per giunta i miei compagni di camera si sono arrangiati con passaggi e altre attività serali interessanti, lasciandomi in balia della noia più totale; ho pensato di farmi un giro a piedi in spiaggia, ma ho fatto il giro delle camere in cerca di compagnia trovando solo ragazze sbadiglianti in pigiama, e ho rapidamente desistito. Morale della favola sono qui solo soletto in camera in pigiama a scrivere il mio diario al computer; dopodichè, in mancanza di QUALUNQUE alternativa (e ci ho pensato su a lungo), non potrò far altro che andare a dormire, con l’unica consolazione di tentare di recuperare qualche ora di sonno (merce preziosa da queste parti).

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