Day three, 22 giugno 2007

La giornata è cominciata al solito modo: sveglia alle 8, mezz’oretta di colazione (bella abbondante) e alle nove in spiaggia. Abbiamo dovuto affrontare il problema dell’ormeggio della barca grossa: non potendo usare la boa già posata per i problemi visti ieri siamo saliti sul pattino e abbiamo scandagliato il fondale alla ricerca di un miglioe corpo morto (nel senso nautico del termine è “un grosso peso di cemento posato sul fondo per legarci le barche”, non un cadavere). Trovatone uno è sorto il problema di legarci una cima: di cime ce n’erano infatti tre o quattro, tutte belle ingarbugliate sul fondo che formavano un gomitolo di nodi inestricabile; maschera e boccaglio mi sono immerso di continuo per un’ora abbondante (per fortuna il fondale è solo di 5-6 metri, comunque non poco per qualcuno che non ha mai fatto il sub in vita sua). Alla fine sono riuscito, cn fatiche immani, a sbrogliare il gomitolo: ho recuperato una bella cima (che verrà utile in futuro) e ne ho trovata una bella e saldamente legata al corpo morto, e quindi ottima per l’ormeggio; ci abbiamo attaccato una boetta di posizione e ora abbiamo l’ormeggio ottimo per la barca.
Nel frattempo su richieste pressanti ho dovuto mettere in acqua un laser singolo, a disposizione di chiunque ne fosse capace (mera speranza). Infatti, proprio mentre mi stavo beando della mia boa nuova, sono arrivati tutti di corsa gridando alla tragedia: semplicemente una persona (sulla sessantina, direi, quindi non un giovincello) nel rientrare ha sbagliato manovra e si è tirato la barca in testa, prendendosi una bella bomata sul cranio. Per fortuna ho poi appurato che si trattava di un semplice taglietto, ma come si sa la peculiarità di un taglio in testa, anche il più innocuo, è buttare un sacco di sangue. Infatti il tipo si è presentato ricoperto di sangue, una scena tipo alba dei morti viventi; in realtà molto tranquillamente ho preso la cassetta del pronto soccorso, mi sono messo i guantini di lattice e poi con una garza gli ho tamponato la ferita fino a quando ha smesso di sanguinare; un pacchetto di ghiaccio istantaneo ha impedito il nascere di un bernoccolo enorme. Fortunatamente poi tra gli ospiti accorsi ce n’era uno che si è scoperto essere un medico (in incognito) che gentilmente ci ha dato supporto. Comunque è andato tutto tranquillo ed è finito con una risata.
Come ultima nota di questa mattinata intensa l’arrivo della guardia costiera per un controllo di routine alla spiaggia: per fortuna era tutto in ordine e Marzia, la bagnina, se l’è cavata bene rispondendo a tutte le domande che le hanno fatto. E anche questa è andata bene, l’anno scorso ci hanno rotto le scatole per mezza giornata e hanno cavillato su ogni piega nascosta del regolamento!!
Fine della mattinata, rientro dalla spiaggia e pranzo. Poi il gioco caffè: stavolta l’abbiamo fatto io e max, per sua gentile proposta. Ero un pò preoccupato, dato che conurre il gioco non è una sciocchezza e sono un pò arrugginito, ma alla fine ho sfoderato il mio cavallo di battaglia (il gioco del coffare) ed è andato tutto benone. Sono ancora in forma!
Un’oretta di pausa per telefonate a casa e aggiornamento diario.
Al pomeriggio il vento si era alzato fino a 14-16 nodi, una velocità non certamente elevata ma al limite del laser 16: con l’attrezzatura vecchia e la barca carica di gente inesperta il governo diventa difficoltoso, almeno per quanto riguarda le manovre di partenza e arrivo (le più critiche); in fin dei conti, ci pagano anche per non rischiare di fare male a qualcuno o anche semplicemente fargli prendere paura, le conseguenze ptrebbero essere nefaste. Ero indeciso, ma poi ho visto Paolo tranquillo e non ho più avuto dubbi: in 10 minuti la barca era armata e il primo gruppo per l’escursione era già in attesa. Trasbordo in gommone (ovviamente a remi, dato che il mezzo non è ancora stato sistemato a dovere). Ci siamo fatti un bel giretto, poi abbiamo riportato a casa (tra una battuta e l’altra) gli ospiti. Il secondo giro era un pò più affollato, quindi ho voluto mettere alla prova Paolo facendogli fare l’escursione da solo; non mi ha naturalmente deluso: partenza ottima, navigazione tranquilla e rientro regolare. Unico problema (non per colpa di Paolo ma dell’attrezzatura stagionata) nell’ammainare la randa per riporla per la notte uno dei ganci di sostegno di è incastrato a mezz’albero, di fatto bloccandola a metà. Una situazione potenzialmente pericolosa (il vento faceva sbandare parecchio la barca) che ha richiesto una soluzione estrema: abbiamo abbattuto l’albero (un bel manovrone, dato il vento e le onde), abbiamo sbloccato il gancio a calci e abbiamo rimesso tutto a posto. Tempo totale: una ventina di minuti, praticamente un’opera d’arte!
Siamo poi tornati in appartamento; doccia e cambio (stasera jeans e polo rosa (!!!!)). Cenetta e preparazione alla serata. E’ stata una serata diversa dal solito: l’animazione ha fatto spazio alla partita dell’Italia (quarti di finale dell’europeo, Italia-Spagna). Abbiamo allestito il mega schermo con proiettore e ricevitore digitale terrestre (attimo di panico di Ciccio che a un certo punto si è accorto che l’antenna non funzionava; mentre già pensava al linciaggio della folla abbiamo approntato una soluzione alternativa e ce la siamo cavata).
La partita è andata per le lunghe e ha catalizzato l’attenzione del 95% del villaggio. Io un pò l’ho seguita, un pò sono stato in giro a fare chiacchiere con la gente rimasta fuori. Alla pausa tra primo e secondo tempo abbiamo sfoderato una boccia di sangria che abbiamo distribuito, tra una battuta e l’altra, a tutti i presenti. Quando siamo arrivati ai calci di rigore (ancora 0 a 0, una sofferenza interminabile) eravamo tutti dentro a gridare. Purtroppo la partita è finita male, e gli ospiti se ne sono andati a dormire mogi mogi. Peccato.
La serata per noi non era ovviamente finita: dopo la solita riunione il corpo di ballo si è tuffato sulle prove del musical, mentre noialtri ce ne siamo starti dietro le quinte. Io e Paolo abbiamo avviato il progetto di scrivere una piccola dispensa di vela, che servisse a lui come promemoria ed eventualmente anche essere distribuita agli ospiti interessati. Purtroppo un guasto a computer ci ha costretti a fermarci a metà, riprenderemo domani. In più la stanchezza ci ha sorpresi e colpiti duramente, e alla fne ci siamo trovati io, Paolo e ciccio dietro le quinte a guardare video di vela e barche su youtube.
Alla fine le prove sono finite e siamo tutti andati a nanna, stanchi morti.

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