Day five, 24 giugno 2008

Mattinata tranquilla: il vento era un pò teso, ma abbiamo deciso lo stesso di uscire in escursione con il laser 16. Il primo giro l’ho fatto io, con paolo come aiuto, e il secondo ci siamo scambiati, così ha potuto impratichirsi ulteriormente con il governo della barca con vento teso. Come sempre tutto ok, giri ottimi e ospiti soddisfatti. Chissà che a forza di prometterci mirti questa volta non ce ne offrano uno sul serio!
La notizia buona del giorno è che ci hanno sistemato il motore del gommone. La notizia brutta, che non può mancare, è che ci vuole ancora un pò di culo e bestemmie per farlo partire, ma almeno una volta partito va quasi bene. Meno male!
Abbiamo subito avuto occasione di metterlo alla prova: nel chiudere la spiaggia abbiamo notato l’assenza di due canoe, dei ragazzi che si erano andati a piazzare in una spiaggia poco lontana. Io ed Enrico siamo partiti in gommone a fargli cenno di tornare, così intanto gli ho spiegato qualcosa sulla conduzione del mezzo e gli ho fatto provare; naturalmente non poteva andare tutto bene: quando ci trovavamo a 10 metri dagli scogli il motore si è spento, e sono riuscito a farlo ripartire quando ormai la corrente ci aveva portato ad appena 2 metri dal pericolo. Stavo già bestemmiando in aramaico antico (c’è più gusto a bestemmiare nella lingua del Signore) ma alla fine ce la siamo cavata senza troppo dolore.
Fine mattinata, pranzo, cazzeggio, telefonata alla morosa e relax.
Il pomeriggio si è rivelato abbastanza movimentato: sceso in spiaggia ho notato l’avverarsi delle previsioni del giorno prima, che parlavano di vento in aumento (direi 18 nodi, a occhio). In queste condizioni per evitare contrattempi abbiamo convenuto di evitare uscite in laser 16; però come sempre è arrivato uno (simpatico, di Brescia, sulla quarantina direi) che ha voluto uscire in laser. “Sei sicuro?” “Sicurissimo!!” “Guarda che fuori picchia duro, ne sei certo?” “sisi, tranquillo”. Che potevo fare? L’ho preso da parte e per mezz’ora gli ho spiegato la manovra di uscita. Gli ho fatto le raccomandazioni del caso, e gli ho detto di NON tentare il rientro, categoricamente: un rientro in laser in poppa piena in una corsia larga 6 metri circondata da scogli, bagnanti, bambini e anziani sotto 18 nodi è una responsabilità che mi prendo io a malincuore, figuriamoci se la lascio ad altri (specie dopo i numeri del giorno prima). “ok, ok, non c’è problema, quando sto per rientrare ti faccio un cenno e tu esci col gommone a darmi il cambio”. Sembra tutto ok, procediamo. Uscita, prua ovviamente dove NON doveva andare, comandi gridati e ignorati, tipo in barca che non sapeva che pesci pigliare, tuffo dell’istruttore pirla che recupera la barca in stallo a nuoto prima che si schianti sugli scogli col suo inebetito occupante. Girata la barca verso la rotta d’uscita, gridate le istruzioni del caso, ignorate le istruzioni e barca che scivola nella zona dei bagnanti (meno male che nessuno era nelle vicinanze). A questo punto siamo partiti io (di nuovo) e paolo e a nuoto l’abbiamo preso e portato fino a 10 metri da riva, dove finalmente è riuscito a partire. Io e il mio collega risaliamo in spiaggia ansimando per la fatica, ci diamo un cinque mentre gli sussurro “gente così capita tutte le settimane”.
Un’oretta di evoluzioni (scarse) e ribaltoni, e vedo il tipo che si avvicina. Arrivo al pontile e gli grido se vuole che gli faccia il rientro. E lui, ovviamente, cosa poteva rispondermi se non “nooooo, tranquillo, ce la faccio”. A questo punto puntava dritto alla spiaggia, così mi sono messo sul serio a gridargli di cambiare rotta e aspettare. Lui, probabilmente preso dal panico, cambia repentinamente rotta, perde l’assetto e si ribalta, a 10 metri dagli scogli sula riva. Ma che bello! Chiamo al volo Paolo, ci lanciamo sul gommone e, udite udite, non parte!! Insulto la Santa Croce sottovoce ma con fare molto deciso e poi partiamo a missile sul pattino. Arrivo allo sfortunato laserista che è ancora appeso alla barca, ormai a 5 metri dagli scogli. Mi lancio, ignoro i suoi farfugliati “ce la facevo, tranquillo” e raddrizzo la barca. Salgo al volo e mi metto in assetto per levarmi dagli scogli ormai incombenti. Mentre parto lo sento rifiutare il passaggio in pattino con paolo e tornare a nuoto. Sperando non si fosse incazzato, mi faccio mezz’ora ruggente in laser (l’occasione era troppo ghiotta). Faccio qualche passaggio radente alla spiaggia in piena planata, suscitando qualche “oooh” nel pubblico, e poi rientro. La manovra riesce perfettamente (meno male). Mi informo subito sul tipo, scoprendo che appena è arrivato in spiaggia se n’è andato senza salutare; preoccupante, considerando che era l’ultimo giorno e quella sera ci sarebbero state le schede di valutazione del personale (solo dopo ho scoperto che il tipo sarebbe rimasto un’altra settimana, quindi niente scheda per lui).
Rimembrando le bestemmie in aramaico antico di poco prima, decido che il gommone deve partire. Salgo, lo muovo per metterlo in folle e il tubo della benzina si stacca e cade; oh, che sorpresone. Apro la calotta e guardo: il tubo era stato fissato alla brutta eva, senza fascetta. Lo rimetto a posto e provo ad accedere. Nulla da fare, ma stavolta era colpa mia: il filtro della benzina era ovviamente vuoto! Pompo quindi un pò di benzina a mano, e vedo un ruscelletto di benzina scorrere nel motore. Un altro tubo si era sganciato all’altezza del carburatore. Ci ho messo quaranta minuti a sistemarlo (era corto e incastrato, ho dovuto liberarlo dall’altra estremità e poi rimettere tutto a posto con delle fascette trovate per fortuna). Com’è, come non è, alla fine sporco di benzina e olio avvio il motore, che parte al primo colpo; faccio qualche sgasata, mi alzo e grido il mio urlo di battaglia: la folla mi guarda compiaciuta. Chiudo e prego il Signore di fulminare chi ha riparato il gommone il giorno prima.
Per coronare la giornata, la sera ho scoperto un altro fatto sconvolgente: mentre Paolo stava rientrando col pattino ha sorpreso il personaggio anzianotto (protagonista dei più spettacolari incidenti del giorni precedenti) sul gommone, col motore miracolosamente acceso mentre stava per partire per i cazzi suoi, magari con l’intenzione di aiutarci. Ringrazio il cielo che non sia arrivato ad “aiutarmi” su un mezzo a motore lanciato a tutto gas mentre ero ancora in acqua e indifeso; ha dimostrato di non essere particolarmente abile col timone di una barca a vela, figuriamoci con la manetta di un gommone a 3 metri dagli scogli. Paolo l’ha fermato appena in tempo, con un tono decisamente ma giustificatamente forte: poteva essere un serio pericolo. Purtroppo esiste il serio rischio che questo ci possa portare una scheda di valutazione negativa, ma siamo tutti d’accordo che gli ospiti vanno sempre assecondati tranne che per la tolleranza ZERO alle cagate davvero grosse (specie se reiterate). Amen.
Alla fine anche questa giornata mostruosa è volta al termine, e stanchi ma soddisfatti ci siamo diretti alla tanto agognata doccia.
Vestito elegante per la serata di commiato dagli ospiti (non ho potuto recuperare nulla di meglio di una camicia e un paio di pantaloni, il tutto rigorosamente nero: sono i miei abiti di scena per quando ho interpretato Frollo l’estate scorsa🙂 ). Aperitivo e cenetta, quattro chiacchiere e via.
La serata ha previsto la consegna e raccolta delle schede di valutazione degli ospiti in partenza, l’estrazione di qualche premio, la consegna di qualche giornaletto a fumetti ai bambini; poi la visione dell’agghiacciante video promozionale (anzi, direi “di indottrinamento”) sulla storia del tuoring club italiano. Per fortuna a seguire c’è stata la proiezione di un breve ma spettacolare filmato realizzato da ciccio a partire da riprese fatte durante la settimana: il pubblico era in delirio!
A seguire la serata “passaparola”, a imitazione del noto gioco televisivo, condotta magistralmente da Max (che, tra prentesi, quello stesso pomeriggio aveva avuto la conferma di dover partire in fretta per andare al villaggio del touring alle tremiti, per risolvere dei problemi che erano sorti laggiù). Un pò ho assistito ai giochi, incitando le squadre, e un pò me ne sono stato fuori al fresco a chiacchierare con gli ospiti non giocanti. L’atmosfera da ultima sera era un pò triste, ma in fin dei conti mi sono tutti sembrati più che soddisfatti della settimana trascorsa, il che, oltre ad essere una soddisfazione personale, fa anche ben sperare per lo spoglio delle schede di valutazione (da svolgersi il giorno dopo in presenza di ciccio, del direttore e dei responsabili degli altri settori del villaggio; momento pesante, in cui si valutano i problemi con freddezza e le teste rotolano, come anche i testicoli a volte).
Dopo il termine della serata abbiamo iniziato le prove del musical con anche gli attori oltre al corpo di ballo. In quell’occasione ho avuto la conferma che avrei interpretato ancra il ruolo di frollo, anche a causa della dipartita di Max (candidato principale al ruolo). Inutile dire che ne sono stato felicissimo: tutti sanno quanto ho amato e amo quella parte, cercherò di fare nel mio meglio. Le prove sono state un pò incasinate, d’altra parte era la prima volta e dovevamo ancora definire i tempi e modi delle entrate in scena dei personaggi. Speriamo in meglio per i prossimi giorni, dato che manca pochissimo alla prima!
Dopo le prove sono rimasto con paolo un’oretta a chiacchierare con ciccio e veronica, e verso le tre me ne sono andato a dormire.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Day five, 24 giugno 2008

  1. Pingback: Libru » Day five, 24 giugno 2008

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...