Notte sulle Orobie

L’altro ieri sono andato a farmi una passeggiata in montagna, dopo lunghissima inattività.

L’antefatto è il seguente: mio fratello Roberto, un suo amico e mio padre sono partiti lunedì per fare il sentiero delle Orobie Orientali: uno spettacolare percorso che si snoda sulle montagne bergamasche da Valcanale (vicino a Ardesio) fino al passo della Presolana, in sette tappe corrispondenti a sette rifugi. Sarei andato più che volentieri anche io, ma oltre alla mia scarsa prestanza fisica al momento (in quanto non supportata da un benchè minimo allenamento) anche il tempo giocava a mio sfavore, dovendomi portare avanti con la tesi e preparare per il mio prossimo erasmus (con in mezzo anche una settimana in sardegna, naturalmente🙂 ). Caso ha voluto che mio padre poco dopo la partenza si sentisse male e dovesse tornare indietro, lasciando proseguire gli altri due eroi; i problemi però si sono risolti con un pochino di febbre e una bella dormita, cosicchè il martedì sera il mio roccioso vecchio scalpitava di già per riprendere l’avventura. Il piano è stato rapidamente formulato: raggiungere la truppa il mercoledì pomeriggio alla fine della loro tappa prevista, al rifugio Baroni al Brunone. Beh, a questo punto mica potevo lasciarlo andare da solo, no?

Detto fatto, mercoledì mattina eravamo a Fiumenero (frazione di Valbondione), intorno alle 10 di mattina. Il sentiero era stimato in 4 ore di cammino, ma poichè sono fuori allenamento sapevo che mi sarebbe servito almeno un 50% in più. In effetti non mi sbagliavo. 1500 metri di dislivello, 6 ore di ascesa con 8 chili sulle spalle (colpa di un sacco a pelo pesantissimo), secchiate di sudore e svariati insulti al creato. Ma alla fine ne è valsa la pena!

Stanchi morti ci siamo ricongiunti col resto della truppa. Però un rapido consulto ha cambiato i programmi: a quanto pare gli eroi non erano molto desiderosi di continuare il viaggio causa stanchezza. Comunque tutti soddisfatti del percorso finora svolto ci siamo risoluti a rientrare a Fiumenero la mattina seguente.

La serata al rifugio è stata ottima: l’atmosfera che si respira in un rifugio di montagna è sempre quella, gente che ride, scherza, ha voglia di chiacchierare; dopotutto gli amanti della montagna sono tutti fratelli, no? Una buona cenetta a base di pastasciutta e coniglio&polenta magistralmente preparati dal simpatico rifugista, una buona partita a carte supportata da adeguato quantitativo di grappa e poi il meritato riposo in camerata.

Il giorno dopo (dopo una notte in bianco con un lancinante mal di testa, probabilmente dovuto alla stanchezza) per le nove, dopo una buona colazione di the caldo e fette biscottate, abbiamo preso a ritroso il sentiero del giorno prima. 4 orette ed eravamo nella civiltà.

Bellissima passeggiata, anche se in tutta franchezza non avrei dovuto affrontarla senza allenamento, e i conseguenti dolori muscolari testimoniano il passo più lungo della gamba. Tuttavia ne è proprio valsa la pena: spero un giorno o l’altro di avere il tempo di prepararmi come richiesto per intraprendere il sentiero completo!

Che posti fantastici.. mi sono ricordato il motivo per cui ho sempre amato la montagna, fin da piccolo.

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